Il carcinoma mammario è la neoplasia più comune tra le donne, ma il tasso di mortalità per questo tipo di neoplasia sta diminuendo nella maggior parte dei paesi grazie alla caratterizzazione molecolare dei diversi sottotipi e trattamenti basati sulla biologia del tumore. Negli ultimi anni assistiamo ad una continua espansione delle opzioni terapeutiche per il trattamento del carcinoma mammario, con importanti ricadute in termini di personalizzazione delle cure. In questo scenario, la disponibilità di molteplici scelte diagnostiche e terapeutiche ha consentito un approccio moderno al carcinoma mammario in cui la chemioterapia neoadiuvante viene ampiamente utilizzata nella gestione ordinaria dei pazienti con carcinoma mammario. Esistono numerosi potenziali benefici dell’applicazione del trattamento sistemico prima dell’intervento. In effetti, l’impostazione neoadiuvante può ridurre significativamente le dimensioni del tumore permettendo così un intervento chirurgico meno invasivo. La chemioterapia neoadiuvante è spesso considerata un test di sensibilità farmacologica personalizzato in vivo, in quanto consente di fornire informazioni tempestive sulla risposta tumorale, valutare l’efficacia di nuove terapie in vivo e introdurre nuove terapie mirate, traducendo i progressi scientifici nella pratica clinica. Pertanto, una gestione multidisciplinare delle pazienti con carcinoma mammario risulta essere la
chiave di questo successo.
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