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Sfide ambientali e competitività: gli strumenti Ispra per imprese, finanza e mondo assicurativo

Roma, 26 febbraio 2026 - Nella Sala della Regina della Camera dei Deputati si è svolto il convegno “Sfide ambientali e competitività: gli strumenti ISPRA per imprese, finanza e mondo assicurativo”. L’iniziativa ha riunito istituzioni, autorità di vigilanza, associazioni imprenditoriali, settore bancario, assicurativo e operatori dell’energia.

L'incontro è stato organizzato per la presentazione della nuova piattaforma digitale per la sostenibilità della finanza e delle imprese, sviluppata da ISPRA con il supporto tecnico del Gruppo IBM e finanziata nell’ambito della convenzione con il MIMIT e si inserisce nella campagna “Facciamo Circolare”, promossa da ISPRA con il finanziamento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e ha rappresentato il debutto pubblico della nuova presidente di ISPRA, Alessandra Gallone, affiancata dal direttore generale Maria Siclari.

Il messaggio istituzionale e il quadro politico

In apertura è stato letto il messaggio del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, che ha richiamato la necessità di mantenere un equilibrio tra tutela ambientale e competitività del sistema produttivo. Il collegamento tra sfide ambientali e sviluppo economico è stato definito “uno snodo strategico delle scelte politiche ed economiche”.

Maria Alessandra Gallone ha ribadito che non viene solo presentata una piattaforma digitale, ma “un cambio di paradigma”. Per troppo tempo, ha osservato, la sostenibilità è stata percepita come un vincolo o un adempimento normativo. Oggi deve essere considerata un’infrastruttura competitiva, fondata su dati solidi e scientificamente validati.

L’onorevole Francesco Battistoni, segretario di Presidenza della Camera, ha sottolineato invece l’importanza di passare dalla gestione emergenziale alla programmazione strutturale. Il riferimento al dissesto idrogeologico e agli eventi estremi degli ultimi anni ha evidenziato la necessità di strumenti conoscitivi affidabili a supporto delle decisioni legislative.

La piattaforma per la finanza sostenibile

La piattaforma si articola in due sezioni: una informativa-divulgativa e una operativa di calcolo. L’accesso è gratuito e rivolto a imprese di ogni dimensione, cittadini, ricercatori e operatori finanziari. Dopo autenticazione, l’utente può calcolare indicatori ambientali e di rischio fisico partendo dai propri dati di produzione e consumo.

Il sistema consente il calcolo delle emissioni dirette e indirette secondo la classificazione Scope 1, 2 e 3, utilizzando i fattori di emissione dell’inventario nazionale aggiornato da ISPRA. I risultati permettono un confronto tra la performance dell’impresa e la media nazionale, evidenziando eventuali scostamenti in positivo o in negativo.

Secondo Siclari, “non può esistere finanza sostenibile senza dati scientificamente solidi”. La piattaforma nasce per ridurre il divario informativo che spesso penalizza le piccole e medie imprese nell’accesso al credito.

Rischi fisici e prevenzione economica

Accanto agli indicatori emissivi, la piattaforma integra strumenti di valutazione dei rischi fisici legati a frane, alluvioni, eventi costieri e incendi boschivi. In questo ambito si inserisce anche il sistema IdroGeo, che consente la geolocalizzazione di siti produttivi e abitazioni rispetto alle aree a pericolosità elevata.

I dati presentati sono significativi: oltre il 94% dei comuni italiani è interessato da rischio frane, alluvioni o erosione costiera. Più del 19% del territorio nazionale è classificato a maggiore pericolosità per frane e alluvioni. Sono circa 75.000 le imprese localizzate in aree a rischio frana e oltre 640.000 quelle in aree a rischio alluvione.

La disponibilità di informazioni aggiornate permette di pianificare interventi di mitigazione. Non si tratta soltanto di tutela ambientale, ma di prevenzione economica e sociale. La valutazione preventiva del rischio incide sui bilanci aziendali, sulle condizioni assicurative e sulle decisioni di investimento.

Il settore finanziario tra obblighi e opportunità

Il dibattito ha coinvolto le autorità di vigilanza e le associazioni di categoria del settore finanziario. CONSOB ha evidenziato l’importanza di dati affidabili e comparabili per la vigilanza risk-based e data-driven. La direttiva europea Omnibus, che ha modificato l’ambito di applicazione degli obblighi di rendicontazione, riduce il perimetro delle imprese obbligate ma non elimina l’esigenza di trasparenza.

Dal lato bancario, Associazione Bancaria Italiana ha sottolineato il persistente data gap. Anche in presenza di semplificazioni normative per le imprese, le banche restano soggette a obblighi prudenziali stringenti e necessitano di informazioni ambientali per la valutazione del rischio di credito.

Il settore assicurativo, rappresentato da ANIA, ha ribadito il doppio ruolo delle compagnie come investitori istituzionali e fornitori di protezione. Oltre l’80% del mercato assicurativo italiano integra criteri ESG nei piani strategici e nelle politiche di investimento.

Imprese e competitività

Le organizzazioni imprenditoriali hanno posto l’accento sul rapporto tra sostenibilità e competitività. Unioncamere ha ricordato che circa il 50% delle imprese italiane ha effettuato investimenti green negli ultimi cinque anni, con effetti positivi su fatturato ed export.

Confartigianato ha evidenziato le difficoltà operative delle microimprese nella gestione dei dati di sostenibilità, ma ha anche segnalato che la pressione del mercato e della filiera impone l’adozione di strumenti di rendicontazione, anche su base volontaria.

Il tema delle competenze è emerso come elemento centrale. La transizione richiede professionalità specializzate, difficili da reperire soprattutto nelle realtà di minori dimensioni. Senza un rafforzamento delle skill tecniche e gestionali, la competitività rischia di essere compromessa.

Energia, logistica e regolazione europea

Una parte del confronto si è concentrata sul settore energetico e marittimo. Sogin ha richiamato il ruolo del nucleare nella tassonomia europea come fonte a basse emissioni, evidenziando l’importanza di una pianificazione di lungo periodo.

Dal lato della logistica energetica, Assocostieri ha illustrato le criticità derivanti dall’applicazione differenziata delle direttive europee sui carburanti marittimi. La combinazione di ETS, direttive RED e normative sulle aree a controllo delle emissioni comporta un impatto competitivo significativo per i porti italiani.

Gli armatori, rappresentati da Confitarma, hanno evidenziato la necessità di strumenti finanziari strutturati per sostenere la transizione verso carburanti alternativi. Il rischio, è stato osservato, è che l’assenza di una filiera stabile e di incentivi coerenti rallenti gli investimenti.

Un elemento trasversale agli interventi è stato il richiamo al coordinamento tra istituzioni. La possibilità di stipulare protocolli di intesa tra ISPRA, autorità di vigilanza e amministrazioni pubbliche è stata indicata come leva per rafforzare l’efficacia delle politiche ambientali.

Siclari ha insistito sul fatto che ISPRA non produce opinioni, ma evidenze scientifiche. In un contesto in cui la transizione ecologica è talvolta percepita come conflitto, la disponibilità di dati oggettivi riduce l’incertezza e favorisce decisioni informate.

La piattaforma digitale rappresenta uno strumento operativo, ma anche un simbolo di questo approccio. L’integrazione con l’European Single Access Point e l’adozione di standard interoperabili consentono un allineamento con il quadro europeo.

Dalla gestione dell’emergenza alla programmazione

La riflessione conclusiva ha riguardato il passaggio dalla logica emergenziale a quella preventiva. Le esperienze recenti di alluvioni e dissesto hanno mostrato il costo economico e sociale della mancata pianificazione.

Secondo diversi relatori, la competitività del Paese dipende anche dalla capacità di ridurre l’incertezza. Un territorio più sicuro è un territorio più attrattivo per investimenti e attività produttive.

La collaborazione tra ricerca scientifica, ingegneria pubblica, imprese e sistema finanziario è stata indicata come condizione necessaria per consolidare i risultati del PNRR e affrontare le sfide future.

La giornata si è chiusa con l’impegno di ISPRA a proseguire nel ruolo di infrastruttura scientifica pubblica al servizio delle decisioni. La piattaforma presentata costituisce un tassello di un percorso più ampio, orientato a integrare tutela ambientale e sviluppo economico in una prospettiva di medio e lungo periodo.

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