Al via percorso di ascolto con le istituzioni e le associazioni che operano sul territorio
Il 30 marzo 2026 Viterbo ha ospitato la prima tappa della Giornata Regionale delle Dipendenze, promossa dall'ASP ISMA – Istituti Santa Maria in Aquiro, in attuazione della Legge Regionale n. 5/2025, su mandato della Regione Lazio.
Il programma dell'incontro
Un momento di ascolto, formazione e condivisione di buone pratiche tra i diversi attori del territorio, a cui hanno preso parte, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, l'assessore all'Inclusione sociale e Servizi alla persona Massimiliano Maselli e il presidente dell'ASP ISMA, Antonio De Napoli, aprendo i lavori con una conferenza stampa. Dopo i saluti istituzionali del Comune di Viterbo, della Provincia e dei rappresentanti del Consiglio regionale, il confronto è entrato nel vivo con una prima tavola rotonda dedicata al ruolo del territorio nella governance delle dipendenze mettendo insieme istituzioni, Asl e associazioni per ragionare su esperienze concrete e prospettive future. Nel pomeriggio l’attenzione si è spostata sul tema delle dipendenze digitali, affrontato da psicologi, assistenti sociali e pediatri, prima della seconda tavola rotonda sul valore della prossimità nei percorsi di recupero, tra educazione, prevenzione e cura. A chiudere l’iniziativa, un ultimo momento di riflessione dedicato al cammino verso la prima Giornata regionale delle dipendenze, con l’obiettivo di trasformare il confronto avviato a Viterbo in un percorso stabile di ascolto e collaborazione tra istituzioni, servizi e territorio.
Il progetto DEEP tra prevenzione e territorio
Il progetto DEEP, che nel nome racchiude il suo obiettivo - entrare nell'esperienza del singolo - non si limita a una rappresentazione quantitativa del fenomeno, ma lo esplora attraverso la costruzione di una rete tra istituzioni, Asl e associazioni in grado di produrre risposte concrete sui territori, rafforzando le politiche di prevenzione e inclusione sociale nell'ambito delle dipendenze. Un fenomeno che non riguarda più soltanto l'uso di sostanze, ma include forme di dipendenza digitale che coinvolgono sempre più precocemente i minori. «Giornate come queste sono molto importanti per sensibilizzare i cittadini su un fenomeno preoccupante come quello delle dipendenze», ha dichiarato l'assessore Maselli. «È importante costruire una rete tra istituzioni e associazioni che operano sul territorio, andando a rafforzare il concetto di prevenzione, soprattutto tra i più giovani». Secondo gli ultimi dati disponibili, sono poco meno di 1.400 le persone seguite dall'ASL di Viterbo, di cui circa mille per dipendenze legate alle sostanze. Gli oppiacei rappresentano il 65,3% dei casi, seguiti da cocaina e cannabis. Sul fronte dell'alcol, 355 persone risultano in carico, con una presenza femminile proporzionalmente più alta rispetto ad altre tipologie. Il gioco d'azzardo patologico, pur numericamente più contenuto con circa 50 casi, registra quasi il 40% di nuovi ingressi, un segnale che le dipendenze comportamentali sono in crescita e meritano attenzione crescente.
Le nuove dipendenze del digitale
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema delle dipendenze digitali e ai cambiamenti legati alla diffusione sempre più rapida delle tecnologie e dei social media. Il Progetto Selfie, condotto dall'Asl di Viterbo su oltre 7 mila studenti delle scuole medie e superiori della Tuscia e presentato a Caprarola lo scorso febbraio, ha documentato una crescente difficoltà nel gestire il confine tra vita online e offline.
L'uso intensivo delle chat e dei social network aumenta con l'età e in alcuni casi assume le caratteristiche di una vera e propria dipendenza: il 47% degli studenti delle medie fa un uso eccessivo e notturno del digitale, una quota che sale al 64% alle superiori, con effetti documentati su sonno e regolazione emotiva. Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha sottolineato come il digital divide non riguardi più soltanto l'accesso agli strumenti, ma soprattutto una distanza di linguaggi, codici e modalità relazionali tra generazioni. «Davanti ai nuovi fenomeni legati al digitale non possiamo limitarci a guardare al passato o a interpretare i comportamenti dei giovani con categorie che non bastano più», ha dichiarato Rocca, richiamando la necessità di un approccio meno ideologico e più aperto al confronto, nella consapevolezza che solo attraverso il contributo condiviso delle comunità territoriali sia possibile costruire interventi realmente efficaci.
Rocca ha anche ricordato l’impegno della Regione nel rafforzare la rete dell’assistenza, spiegando che sono stati aumentati i posti letto, i servizi e le tariffe, così da consentire a chi opera nel campo delle dipendenze di lavorare con maggiore serenità. Nel corso dell’incontro è stato ribadito il valore di un approccio condiviso e multilivello per affrontare il tema delle dipendenze, attraverso un confronto costante tra istituzioni, servizi, Terzo settore e realtà del territorio. Al centro, la necessità di rafforzare le connessioni tra i diversi soggetti coinvolti, superando logiche frammentate e costruendo percorsi capaci di dare continuità agli interventi di prevenzione, cura e inclusione sociale. In questo senso, il lavoro di rete è stato indicato come uno degli elementi decisivi per rendere più efficaci e stabili le risposte ai bisogni delle persone.
Leggere il cambiamento, costruire le risposte
«Fare rete significa costruire legami che restano nel tempo, condividere responsabilità e visioni, impostare una strategia per il futuro», ha dichiarato Antonio De Napoli, presidente dell'ASP ISMA. «L'obiettivo è costruire una risposta integrata, valorizzando il contributo di tutti gli attori coinvolti e mettendo al centro le persone e le comunità». Da Viterbo è partito un percorso che punta a leggere la complessità delle dipendenze, un fenomeno che cambia rapidamente e che non riguarda più soltanto le sostanze, ma anche l’universo digitale. Proprio per questo, la sfida per le istituzioni è costruire strumenti di lettura e di intervento capaci di superare pregiudizi, automatismi e semplificazioni, avvicinandosi di più alla realtà delle persone, delle famiglie e dei territori. La tappa viterbese si inserisce in questo lavoro come primo momento di confronto concreto tra servizi, comunità e istituzioni, con l’obiettivo di mettere al centro ascolto, prossimità e responsabilità condivisa.
Il percorso proseguirà nelle prossime settimane con gli appuntamenti di Frosinone, alla Villa Comunale, venerdì 10 aprile; di Rieti, nella Sala consiliare della Provincia, mercoledì 15 aprile; di Latina, al Palazzo Comunale, giovedì 23 aprile. Fino all’evento conclusivo di Roma, in programma mercoledì 6 maggio all’Opificio Italiacamp di Roma, dove il lavoro avviato sui territori sarà riportato in una sintesi regionale.
