SCAMPER Innovare Provocando

SCAMPER Innovare Provocando

14.05.2020 17:30 - 14.05.2020 18:30
on line
Postato da Amministrazione
Categorie: Webinar e Corsi
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Gestire uno workshop in un ambiente remoto è molto più complesso che dal vivo, la qualità di facilitazione deve essere pronta ad affrontare sfide come basso coinvolgimento, complicazioni con gli strumenti digitali, e puntualità e scetticismo.

Per questo il workshop in remoto va organizzato, preparato e facilitato in modo diverso se si vuole avere successo con team distribuiti. L’intera sequenza degli esercizi deve essere ristrutturata rispetto ad un workshop dal vivo. Bisogna fare in modo che tutti siano focalizzati e coinvolti e si riesca a realizzare un'efficace collaborazione in remoto. Per questo ci viene in aiuto la business agility, ovvero un framework iterativo fatto di piccoli passi immediatamente validati.Il lavoro in remoto ha solo reso pressante quello che prima era urgente

• Focus sui risultati e non sul processo•Lasciare la decisione dove c’è l’informazione (Intent leadership)• Garantire autonomia e dare autorità alle persone che lavorano in team mullltiskill e distribuiti (Purpose driven Engagement)

L’intera sequenza del lavoro deve essere ristrutturata rispetto ad un processo di sola catalogazione e utilizzo di una procedura standard. Bisogna fare in modo che tutti siano focalizzati e coinvolti e si riesca a realizzare un'efficace collaborazione. La chiave della riuscita è la sequenza di piccoli passi, cioè le microstrutture, gli esercizi che vengono svolti dai partecipanti per raggiungere il goal del workshop, il beneficio finale che il team si porta a casa.

Nei nostri workshop utilizziamo diverse microstrutture, adatte a sviluppare il lavoro in remote working, in modo che messe in fila si capisca cosa significhi progettare un vero e proprio workshop remoto in funzione di un obiettivo finale di un reale team. Dalle liberating structures alle ricette quick & dirty del Design Sprint ad alcune microstrutture nuove di zecca. Microstrutture utili anche come archetipi da usare in eventuali prossimi workshop in presenza.

In questo workshop useremo SCAMPER, una microstruttura che usa una serie di stimoli o provocazioni che aiutano a innovare un prodotto, servizio, brand o situazione esistente traguardando obiettivi diversi. Ci sono sette lenti provocatorie nel Metodo SCAMPER:

SostituisciCombinaAdattaModifica (anche ingrandimento e riduzione)Ponilo in altro usoEliminaReverso (all’indietro)

Come utilizzeremo SCAMPER.Partiremo da un prodotto o un servizio o un'idea esistente che desideriamo migliorare. Scorreremo le 7 lenti provocatorie di SCAMPER. Applicheremo le domande a valori, vantaggi, servizi, punti di contatto, attributi del prodotto, prezzi, mercati e sostanzialmente qualsiasi altro aspetto correlato a cui potremmo pensare che abbia rilevanza per l’ideazione.Una volta trovate le risposte che abbiamo co-creato basterà interrogarsi se da alcune risposte emergono soluzioni praticabili e se tra queste ultime ce ne è almeno una adatta a creare un nuovo prodotto o svilupparne uno esistente. A quel punto basterà prendere le buone idee ed esplorale ulteriormente.

Il workshop è all'interno di CREATIVE FOUNDRY, un format di produzione creativa promosso da Fondazione Brodolini. A facilitare il workshop saranno Fabrizio Faraco e Andrea Romoli di In Sprint.Fabrizio Faraco è Strategist, trainer, mentor, nonché Facilitatore Certificato in Design Sprint, Lego© Serious Play® method e materials e in Design Thinking. Andrea Romoli è Event Producer, connector e Facilitatore certificato in Design thinking.