Roma 9 gennaio 2026 - Nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, Giorgia Meloni ha aperto l’anno politico con la conferenza stampa di inizio anno organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e dall’Associazione della Stampa parlamentare. La mattinata è partita con un pensiero per le vittime e i feriti della tragedia di Crans-Montana, ma si è trasformata subito in un confronto serrato: libertà di stampa, querele temerarie, equo compenso, dossier spyware, crisi dell’editoria, e poi politica estera (Venezuela, Groenlandia, Ucraina, Gaza), sicurezza nelle città, energia, casa, carceri e demografia. Più che un rito, l’appuntamento ha funzionato da test di tenuta: per il governo, chiamato a dimostrare che gli annunci hanno gambe e tempi; per la stampa, che ha incalzato chiedendo date, responsabilità, risultati misurabili. Sullo sfondo, un elemento che ha attraversato molte risposte: la premier ha indicato sicurezza e crescita come i due “focus” del 2026, provando a tenere insieme emergenze quotidiane e nodi strutturali.
L’Ordine dei giornalisti: sicurezza e autonomia sotto pressione
L’apertura di Carlo Bartoli, presidente dell’Ordine, ha avuto un doppio registro: commemorazione e allarme. Da un lato il richiamo ai colleghi uccisi e feriti nei contesti di guerra, dall’altro l’idea che la sicurezza di chi informa...