La Gen Z è tra le più avanzate nell’adozione dell’intelligenza artificiale ma è anche quella per la quale diventa sempre più complicato entrare nel mondo del lavoro dominato dall’AI. Il secondo appuntamento del ciclo Visioni dal Futuro dedicato all’impatto dell’agentic Ai sul primo impiego, affronta l’interrogativo: giovani qualificati sostituibili prima ancora di iniziare a lavorare?
Due i fenomeni osservati: la trasformazione del recruiting e la minaccia alle posizioni “entry-level” che compromette l’intero processo di formazione sul campo.
CV e lettere motivazionali sono obsolete. L’intero processo di reclutamento vacilla sotto l’onda dell’intelligenza artificiale. Secondo alcune ricerche oltre metà delle candidature ricevute sono prodotte da un modello di AI che ha ottimizzato il CV del candidato in funzione della posizione offerta e genera una lettera di presentazione personalizzata. Dall’altra parte, i reclutatori lamentano di ricevere un elevato numero di candidature poco attendibili le quali seppure curate nei minimi dettagli, non dicono nulla. Vengono date automaticamente in pasto a un motore semantico di intelligenza artificiale, che le analizza e le confronta con il profilo del candidato ideale, per arrivare a stilare una graduatoria. Prima che entri in gioco un recruiter umano, è solo uno scambio tra algoritmi. Non sorprende quindi se meno del 7% dei candidati arrivi alla fase del colloquio. Quando non si tratta di colloqui sintetici La Gen Z è tra le più avanzate nell’adozione dell’intelligenza artificiale ma è anche quella per la quale diventa sempre più complicato entrare nel mondo del lavoro con l’interfaccia di uno schermo.
Secondo un’indagine della Stanford Digital Economy Lab aggiornata al 12 agosto 2026, l’occupazione di giovani tra i 22 e 25 anni nelle professioni esposte all’AI è ora inferiore del 19% a quanto sarebbe stata se avesse tenuto il passo con quella dei loro coetanei meno esposti. I lavoratori con maggiore esperienza non mostrano un divario analogo. Rispetto all’anno scorso questo divario si è ulteriormente ampliato e si manifesta principalmente attraverso una riduzione delle assunzioni di giovani lavoratori piuttosto che attraverso un aumento dei licenziamenti. Inoltre, secondo all’ultimo rapporto dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), stima che 6,1% dei posti oggi occupati da persone tra i 15 e 29 anni rientri nelle professioni più esposte ai cambiamenti legati all’AI. Con l’automazione delle mansioni ripetitive (data entry, prima stesura di codici, analisi dati basilari preparazione di briefing) delegate a agenti, sono proprio le occupazioni che facevano da porta di ingresso al mercato del lavoro come le mansioni d’ufficio e amministrative, vendita e alcune professioni tecniche a scomparire.
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Seguirà uno Spritz networking che sarà l’occasione per ritrovarci e proseguire informalmente la conversazione con i relatori.
L’incontro, a invito, è aperto a tutti. Tutti i partecipanti, soci e non, sono pregati di accreditarsi su uno di questi link:
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