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28 Gennaio 2026 ore 18:00 - 19:30

RIFLESSI DI MODA: FILM E SWAP

dove: evento online
Categorie: Ambiente, Rifiuti
Mercoledì 28 gennaio, dalle 18.00 alle 19.30, al Magazzino sul Po, verrà proiettato il documentario Useless (2018), seguito da uno swap party. L’evento è parte del progetto Casa dell'Ambiente e del Cinema Ambientale con capofila l’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione Scholé Futuro - WEEC Network ETS, realizzato con i partner Cinemambiente e AIACE. Il progetto è sostenuto con i fondi dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese. L’iniziativa è gratuita, ma i posti sono limitati: è consigliata la prenotazione su Eventbrite (https://www.eventbrite.com/e/riflessi-di-moda-film-e-swap-tickets-1980713293781). Il documentario Useless (55’), diretto da Rakel Garðarsdóttir e Agusta M. Olafsdottir, affronta il tema degli sprechi nel settore dell’alimentazione e dell’industria della moda, offrendo uno sguardo critico ma costruttivo sulle possibilità di cambiamento nella vita quotidiana. Al centro del documentario, una giovane madre islandese, consapevole delle implicazioni sociali e ambientali dei rifiuti, che decide di individuare possibili migliorie nella vita quotidiana. L’attenzione si concentra sugli sprechi nel consumo alimentare e nell’industria della moda. Emergeranno soluzioni concrete attraverso il dialogo con esperti, designer, attivisti e manager industriali, i quali offriranno uno sguardo positivo e lungimirante, dimostrando come anche le piccole azioni individuali possono impattare positivamente sul nostro pianeta. Nel corso della serata è previsto anche un momento di scambio, attraverso uno swap party pensato per favorire il riuso e la condivisione. I partecipanti sono invitati a portare capi d’abbigliamento e accessori in buono stato da scambiare liberamente. È pensato come un momento per ridurre gli sprechi e promuovere un approccio più etico e creativo alla moda. I partecipanti potranno portare da 0 a 10 capi puliti e in buone condizioni, con un limite di una borsa di vestiti a testa. Sarà inoltre possibile scambiare accessori (cappelli, borse, scarpe ecc.) e libri per un massimo di 3 o 4 volumi. Le conseguenze della fast fashion L’industria dell’abbigliamento incide in modo significativo sulla crisi climatica, generando circa il 10% delle emissioni globali di CO₂ ogni anno. Una percentuale rilevante di questo impatto è legata alla fast fashion, che punta su capi a basso costo prodotti rapidamente, spesso senza considerare le conseguenze ambientali. Durante i processi produttivi vengono inoltre impiegate sostanze chimiche dannose che inquinano aria, suolo e acqua, mentre le fasi di lavorazione e trasporto incidono ulteriormente sul bilancio delle emissioni. Secondo i dati raccolti dal Parlamento Europeo aggiornati al 2025, anche il lavaggio dei prodotti sintetici ha un forte impatto, causando un accumulo pari a mezzo milione di tonnellate di microplastiche sul fondo degli oceani ogni anno. In media, una persona acquista, annualmente, circa 26 kg di abbigliamento e quasi la metà viene smaltita come rifiuto. La scarsa qualità dei materiali rende complessi il riutilizzo e il riciclo, alimentando un ciclo continuo di acquisto e scarto. Un ciclo di sfruttamento sociale e lavorativo La fast fashion non influisce negativamente solo sull’ambiente, ma si fonda anche su un sistema di sfruttamento lavorativo esteso. In molti paesi in cui avviene la produzione, i lavoratori affrontano condizioni instabili, privi di garanzie e diritti fondamentali, ricevendo compensi minimi che contribuiscono a perpetuare la povertà nel tempo. Come invertire questa tendenza? Nel breve periodo, un primo passo consiste nel valorizzare ciò che già abbiamo, utilizzando i nostri capi più a lungo e riducendo gli sprechi. In una prospettiva più ampia, è importante orientarsi verso abiti durevoli e prodotti nel rispetto delle persone e dell’ambiente. Va però ricordato che un costo elevato non garantisce automaticamente eticità o qualità: anche i brand di lusso possono ricorrere a pratiche poco responsabili o a materiali di bassa resa. Diventa quindi essenziale sviluppare un approccio più consapevole all’acquisto, imparando a riconoscere tessuti di buona qualità, informandosi sull’origine dei prodotti e preferendo marchi che rendono trasparenti le proprie filiere produttive. Da oltre vent’anni, Casa dell’Ambiente è impegnata nella diffusione dell’educazione ambientale e nella realizzazione di iniziative di sensibilizzazione come questa, nella convinzione che informazione e formazione siano strumenti fondamentali per promuovere un cambiamento reale e duraturo. Per informazioni scrivere a segreteria@weecnetwork.it oppure chiamare il 392 6143 113 Fonte: L'impatto della produzione e dei rifiuti tessili sull'ambiente, Parlamento Europeo (ultimo aggiornamento: 15-09-2025).

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