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Approfondimenti

Relazione annuale FiberCop 2026 - Attività e risultati 2025 sulla parità di accesso alla rete

Dalla separazione della rete ai nuovi compiti dell’Organo di vigilanza: istituzioni, Agcom e FiberCop hanno fatto il punto sulle attività 2025, tra non discriminazione, qualità dei servizi, fibra ottica, decommissioning del rame e sviluppo delle infrastrutture digitali.

La presentazione della Relazione annuale 2026 – Attività e risultati 2025 sulla parità di accesso alla rete FiberCop si è svolta nella sede che, come ricordato in apertura, ospita abitualmente l’appuntamento dedicato all’attività dell’Organo di vigilanza. Alla giornata hanno partecipato il presidente dell’Organo di vigilanza, Antonio Martusciello, il sottosegretario all’Economia e alle Finanze, Lucia Albano, il presidente e amministratore delegato di FiberCop, Massimo Sarmi, e il presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Giacomo Lasorella, cui sono state affidate le conclusioni. In sala erano presenti anche rappresentanti istituzionali, operatori del settore e commissari Agcom, tra cui Laura Aria, Massimiliano Capitanio e Antonello Giacomelli.

La separazione della rete e il nuovo assetto regolatorio

La separazione della rete di accesso, avvenuta il primo luglio 2024, ha ridisegnato la struttura del mercato italiano delle telecomunicazioni in modo senza precedenti a livello europeo. Il riconoscimento formale a FiberCop della qualifica di operatore wholesale only - una delle principali novità della delibera 58/26 - ha determinato un sostanziale alleggerimento degli obblighi regolamentari previgenti, con il mantenimento degli obblighi di accesso e non discriminazione e l'applicazione di prezzi equi e ragionevoli in luogo dell'orientamento al costo.

Tale qualifica, come ha spiegato Lasorella, non costituisce soltanto "un passaggio di rilievo sotto il profilo giuridico ma anche e soprattutto sotto il profilo industriale e regolatorio", poiché un modello wholesale only favorisce una più netta separazione dei ruoli tra infrastruttura e servizi, generando dunque condizioni strutturalmente più favorevoli alla concorrenza a valle.

L'analisi di mercato approvata da Agcom ha rilevato una significativa estensione delle aree pienamente concorrenziali: i comuni in cui FiberCop non detiene più una posizione dominante sono passati da 14 a 239 nel mercato dell'accesso locale, e da 4 a 136 in quello dei servizi a capacità dedicata. Nel resto del Paese l'analisi ha, tuttavia, confermato FiberCop come operatore dotato di significativo potere di mercato, prevedendo pertanto misure rimediali differenziate in tre diverse aree geografiche, nel rispetto del principio di proporzionalità. Il quadro che ne risulta è dunque articolato e asimmetrico, affidato a una governance che Martusciello ha definito come transizione dalla "governance statica" - ancorata a schemi rigidi e cicli di assegnazione lenti - alla "governance adattiva", fondata su criteri dinamici, fasi regolatorie più rapide e maggiore capacità di adattamento alle esigenze del mercato.

In questo contesto si inserisce la più recente proposta europea del Digital Networks Act, che mira a semplificare e armonizzare ulteriormente le regole accorpando diversi atti normativi in un unico strumento giuridico direttamente applicabile, affinché si delinei un contesto più favorevole agli investimenti e si migliori la resilienza delle reti. Lasorella ha tuttavia segnalato alcune criticità, in particolare quelle relative alla "centralizzazione di competenze in capo alla Commissione europea e una gerarchizzazione forse eccessivamente rigida dei rimedi regolamentari", auspicando che nell'iter europeo vengano salvaguardate l'indipendenza delle Autorità Nazionali di Regolazione e la flessibilità nazionale.

Nel corso del 2025 l'impegno operativo dell'ODV si è dispiegato su un ampio spettro di attività, a partire dall'approvazione del piano annuale. Sul fronte del monitoraggio del gruppo di impegni, l'organo ha condotto quattro sessioni di verifica approfondita sulla correttezza degli algoritmi di calcolo dei KPI, affinché i parametri riflettessero adeguatamente la nuova struttura wholesale di FiberCop, attiva esclusivamente nei mercati all'ingrosso. La collaborazione istituzionale con gli uffici di Agcom si è ulteriormente consolidata, concretizzandosi nel supporto alle verifiche per il decommissioning del quarto lotto di 2.107 centrali locali, nella proposta di razionalizzazione delle causali di scarto, accomodamento e rimodulazione, nonché nella revisione dei KPI end-to-end tenendo conto degli effetti della disaggregazione sui servizi accessori.

Fra le iniziative promosse autonomamente dall'ODV figura l'istituzione di un osservatorio permanente sulla qualità della rete FTTC, basato sul KPI tasso di guasto on field, oltre al monitoraggio della qualità del database Netmap, che ha confermato il positivo completamento della seconda campagna di bonifica della toponomastica su circa 3,8 milioni di numeri civici nel periodo marzo-luglio 2025, migliorando in tal modo la precisione della geolocalizzazione degli indirizzi. Martusciello ha sottolineato come queste azioni, garantite dall'indipendenza dell'organo, abbiano contribuito a rafforzare la continuità e l'efficacia del modello di vigilanza in una fase di transizione strutturalmente complessa.

Con la nuova delibera di analisi di mercato l'ODV si è visto attribuire ulteriori compiti specifici, fra i quali un'attività di monitoraggio sul campo mirata alla verifica della quantità e del rispetto della non discriminazione nella fornitura dei servizi di provisioning e assurance del VULA FTTH, disaggregati in forza dell'estensione degli obblighi prevista dalla delibera 58-26. Le risultanze di tale monitoraggio saranno determinanti per valutare se applicare o meno il modello di disaggregazione anche ai servizi VULA FTTH, spostando dunque il baricentro della vigilanza su un piano in cui si coniugano parità di accesso alla rete e qualità nella fornitura del servizio.

FiberCop e il piano di sviluppo della rete: investimenti, PNRR e architettura futura

L'intervento dell'ingegnere Sarmi ha offerto una prospettiva industriale sul cambiamento in atto, illustrando lo stato di avanzamento del piano di sviluppo della rete e la visione architetturale di lungo periodo. Al momento della presentazione FiberCop aveva raggiunto quasi 15 milioni di case collegate in fibra ottica e il piano di investimenti - sostenuto da 10 miliardi di euro - porterà a superare i 20 milioni entro fine 2027, includendo il completamento del programma PNRR e la partecipazione al Fondo Nazionale di Connettività per altre circa 500.000 abitazioni nelle aree più difficili da raggiungere. "Non ricordo mai di aver visto livelli di costruzione di infrastrutture e telecomunicazioni di rete fissa di questo livello", ha osservato Sarmi, rilevando che l'Italia - con oltre il 77% di unità abitative collegate in fibra - si colloca oggi fra i Paesi europei più avanzati, avendo superato ampiamente la media del continente.

Sul fronte della proposta di revisione dei prezzi all'ingrosso, il criterio ispiratore adottato da FiberCop è stato quello di favorire la transizione verso le tecnologie più innovative, in particolare l'FTTH, offrendo contestualmente una visibilità di medio periodo affinché tutti gli operatori possano programmare la propria proposizione di servizio nei confronti dei clienti finali. Tale impostazione riflette la consapevolezza che, in un mercato wholesale only, la capacità di attrarre operatori con condizioni attrattive e neutrali è condizione necessaria per la creazione di una concorrenza effettiva a valle, dunque a vantaggio degli utenti.

La chiusura delle centrali non è per FiberCop un semplice adempimento regolatorio bensì parte di un piano architetturale organico: l'azienda ha già identificato oltre cento luoghi che diventeranno data center di prossimità, distribuiti sul territorio nazionale in modo da garantire una latenza inferiore a 0,5 millisecondi, affinché le reti possano rispondere alle esigenze generate dall'intelligenza artificiale, dal cloud e dall'Internet of Things. Il backbone nazionale, duplicato in tutte le sue funzioni di percorso e di apparati dal livello locale fino al livello internazionale, assicura la resilienza e la ridondanza che le nuove architetture richiedono.

Il Sottosegretario Albano ha inquadrato la relazione dell'ODV nella più ampia cornice della politica industriale e della coesione territoriale, ricordando che la separazione della rete e la nascita di FiberCop rappresentano "un passaggio storico per questa nazione" che accompagna la modernizzazione infrastrutturale dell'Italia e l'estensione della fibra ottica a milioni di cittadini e imprese. Albano ha posto l'accento sul tema del digital divide, evidenziando che la crescita della rete in fibra non è soltanto un obiettivo tecnologico ma anche una sfida sociale e territoriale: "La connettività oggi è un fattore di cittadinanza, di competitività e di coesione", e la transizione sarà compiuta solo se nessun territorio e nessuna comunità resteranno esclusi, a cominciare dalle aree interne e dalle zone più fragili del Paese.

Regolazione, investimenti e tutela degli utenti finali

Dal punto di vista regolatorio, Lasorella ha concluso i lavori ribadendo la centralità di Agcom come autorità indipendente chiamata ad applicare e declinare gli obiettivi europei, nonché come soggetto capace di valorizzare strumenti tecnici di vigilanza come l'ODV. La delibera 58-26 è stata presentata come un punto di equilibrio tra due esigenze fondamentali: da un lato la tutela della concorrenza e l'armonizzazione delle migliori prassi europee, dall'altro la necessità di rimuovere rigidità che possono ostacolare gli investimenti e favorire invece modelli di cooperazione e condivisione infrastrutturale coerenti con le linee che saranno adottate dal Digital Networks Act. La qualità della regolazione, ha concluso Lasorella, "è oggi decisiva quanto la qualità degli investimenti", e il lavoro svolto dall'ODV nel 2025 dimostra che è possibile governare queste trasformazioni garantendo al tempo stesso concorrenza effettiva, non discriminazione, trasparenza e tutela degli utenti finali.

La relazione annuale ha segnato non soltanto un bilancio delle attività svolte ma anche l'avvio di una ridefinizione del ruolo stesso dell'ODV nel nuovo contesto normativo. Il superamento della verticalizzazione tradizionale e il passaggio al modello wholesale only rappresentano una discontinuità disruptive, poiché incidono sui presupposti storici della regolazione del settore e impongono un conseguente riposizionamento di tutti gli attori del mercato e delle stesse istituzioni di controllo; pertanto, come ha ricordato Martusciello, l'ODV si consolida quale presidio concreto della trasparenza e della non discriminazione, configurandosi come elemento abilitante del modello prescelto, capace di contribuire con la propria azione quotidiana a rafforzare la fiducia degli operatori e del mercato all'interno della cornice dettata dall'autorità.

La sfida che attende l'organo è dunque quella di accompagnare con maggiore consapevolezza l'evoluzione in corso, aggiornando gli strumenti di verifica e adattando i KPI alla nuova struttura operativa di FiberCop, affinché i benefici attesi in termini di concorrenza e qualità dei servizi si traducano concretamente in valore per gli stakeholder e per l'intero sistema economico. Il monitoraggio del processo di decommissioning della rete in rame assume in questo senso un rilievo strategico: la trasmissione trimestrale da parte di FiberCop di informazioni sulla copertura, sul tasso di aduzione NGA e sul numero complessivo di linee attive consentirà all'autorità di verificare l'avanzamento della dismissione e di valutarne l'impatto sulla migrazione dell'utenza verso la fibra.

Nel complesso, l'evento ha restituito l'immagine di un sistema delle telecomunicazioni italiano che, pur attraversando una fase di transizione complessa, ha dimostrato di saper governare il cambiamento con equilibrio e coerenza istituzionale. La sinergia tra ODV, Agcom, Ministero dell'Economia e FiberCop ha prodotto risultati che collocano l'Italia in una posizione d'avanguardia nel panorama europeo; nonostante ciò, la sfida più profonda - garantire che la modernizzazione infrastrutturale raggiunga i territori più fragili senza lasciare indietro nessuna comunità - rimane aperta e richiede una regolazione capace di coniugare rigore tecnico, flessibilità operativa e visione di lungo periodo.

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