Sicilia laboratorio d’eccellenza e modello per l’Italia. Comunità scientifica, istituzioni locali, terzo settore e imprese a confronto per accelerare le transizioni ecologica, energetica e digitale.
L’obiettivo è mitigare gli effetti dei fenomeni climatici estremi. I fenomeni climatici estremi colpiscono con sempre maggiore frequenza e intensità l’intero bacino del Mediterraneo e l’Italia, che ha sempre beneficiato della posizione privilegiata al centro del Mare Nostrum, rischia di esserne travolta.
Lo dimostra la formazione ricorrente di devastanti medicane (i cicloni tropicali mediterranei), ma anche le alluvioni e le prolungate siccità. Questi eventi innescano da un lato i catastrofici effetti del dissesto idrogeologico e dall’altro avviano un inesorabile processo di desertificazione.
Di fronte a questo scenario emergenziale non sono più ammissibili esitazioni, né è possibile rimandare azioni di mitigazione e interventi strutturali e strategici di adattamento.
L’urgenza dell’attualità impone di procedere con determinazione lungo il percorso delle transizioni ecologica, energetica e digitale. Un processo che deve essere supportato dalle indispensabili validazioni scientifiche dei prestigiosi Istituti di Ricerca che vanta il nostro Paese.
È questo il fulcro del convegno “Sicilia tra minaccia climatica e opportunità. Energia, paesaggio, pesca e sviluppo: come costruire una transizione condivisa”, che si terrà giovedì 9 luglio, ore 11:00, presso il Libero Consorzio di Trapani – Sala “Li Muli” (Palazzo Riccio di Morana, via Giuseppe Garibaldi 89).
L’evento, promosso da Fondazione UniVerde, CNR-DSSTTA (Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente), Stazione Zoologica Anton Dohrn – Sicilia e CNR-IRBIM (Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine), nasce con l’obiettivo di attivare un confronto trasparente e costruttivo con i territori e le comunità siciliane sulle misure e interventi necessari per mitigare gli effetti del climate change.
Una triplice transizione, parte di un unico processo di trasformazione verso un’economia più sostenibile, efficiente e competitiva che non può e non deve essere calata dall’alto.
Occorre dialogare con i territori per realizzare opere in grado di generare ricadute positive, concrete e misurabili per la collettività. Il convegno metterà al centro la necessità di coniugare la tutela del paesaggio e del capitale naturale con lo sviluppo della green e blue economy, la sostenibilità della pesca e la sicurezza energetica.
L’innovazione tecnologica e digitale, in questo quadro sono centrali e rappresentano una leva strategica per tutti i comparti produttivi.
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