I sette sigilli del canone deritiano - 17 febbraio
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Con la bacchetta del rabdomante, Giuseppe De Rita è riuscito a decifrare, sotto le increspature che affiorano in superficie, i mutamenti sottotraccia e i processi reali che investivano la società, l’economia, la vita politica e istituzionale, contribuendo così alla maturazione di un’autocoscienza collettiva in merito alle complesse dinamiche evolutive della realtà italiana – condizione indispensabile per attivare qualsivoglia processo decisionale. Indagatore dell’immaginario collettivo con gli strumenti del fenomenologo immerso nel vortice della storia, si è preso la libertà dell’interpretazione e si è assunto la responsabilità dell’affabulazione. Al punto che oggi si può affermare che il «canone deritiano» e i paradigmi interpretativi del Censis – la sua creatura professionale più riuscita – scandiscono cronologicamente l’evoluzione sociale del Paese. I settant’anni della sua avventura intellettuale sono anche i settant’anni di sviluppo della società italiana.

