BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//https://www.takethedate.it///NONSGML kigkonsult.se iCalcreator 2.10.15//
METHOD:PUBLISH
BEGIN:VEVENT
UID:20261013T171344CEST-37963nAUUU@https://www.takethedate.it/
DTSTAMP:20261013T151344Z
DESCRIPTION:Il diabete è una delle malattie croniche non trasmissibili più 
 diffuse\, ed è riconosciuto come una delle  maggiori sfide sanitarie globa
 li. Organismi internazionali come l’Organizzazione Mondiale della Sanità  
 (OMS) e la International Diabetes Federation (IDF) ne evidenziano il carat
 tere di problema di salute  pubblica dal punto di vista epidemiologico\, p
 er la sua diffusione crescente\, e sottolineano l’elevato  impatto a livel
 lo socio-sanitario ed economico. La prevalenza del diabete è in continua c
 rescita\, e ad oggi  nel mondo si stimano circa 589 milioni di adulti con 
 diabete\, 66 milioni dei quali nella regione europea  dell’OMS1. In aument
 o soprattutto il diabete di tipo 2 (DMT2)\, che rappresenta circa il 90% d
 ei casi. In  Italia le persone con DMT2 sono quasi 4 milioni\, circa il 6\
 ,3% della popolazione\, ma si stima che a questi  numeri si debbano aggiun
 gere 1\,5 milioni di persone affette dalla malattia\, ancorché non ancora 
  diagnosticata.  \nLe persone con diabete presentano un elevato rischio di
  complicanze\, in particolare cardiovascolari e  cerebrovascolari\, retino
 patia\, malattia renale cronica\, neuropatie e vasculopatie periferiche. I
 l loro peso  sulla evoluzione della malattia in termini di outcome di salu
 te è significativo. È lo sviluppo delle complicanze  a determinare ricover
 i ripetuti\, perdita di autonomia\, disabilità\, riduzione della aspettati
 va di vita. Le  complicanze incidono anche sull’impatto economico della ma
 lattia. \nLe stime più recenti valutano in circa 14 miliardi annui i costi
  diretti del diabete per il SSN\, praticamente  il 10% dell’intera spesa s
 anitaria pubblica italiana. Un impatto economico rilevante\, in larga part
 e  determinato dalla gestione delle complicanze\, che oltre a gravare sull
 a evoluzione della malattia\, sono un  vero e proprio fattore moltiplicato
 re dei costi\, responsabile della principale voce di spesa sanitaria. Un  
 peso particolarmente significativo è rappresentato dai ricoveri ospedalier
 i\, ai quali stime recenti  attribuiscono la metà dei costi sanitari compl
 essivi. La spesa farmaceutica incide in misura relativamente  più contenut
 a sui costi diretti complessivi\, anche se è\, di fatto\, una delle princi
 pali voci sulle quali si  interviene nelle politiche di spesa\, in quanto 
 costo variabile soggetto a specifici vincoli di finanziamento.  Eppure\, è
  ormai disponibile un’abbondante letteratura che rende evidente che scelte
  di spesa che  concentrino l’attenzione su un singolo elemento\, come i fa
 rmaci\, rischiano di mettere in secondo piano  uno degli obiettivi più ril
 evanti\, del percorso di presa in cura\, la prevenzione di complicanze e c
 osti  evitabili.\nL’approccio alla malattia dovrebbe essere sempre più ori
 entato verso un modello di gestione della salute  che privilegi percorsi s
 trutturati di gestione delle persone con DMT2\, integrati tra ospedale e t
 erritorio\,  in grado di garantire prevenzione\, diagnosi precoce\, terapi
 a\, monitoraggio degli esiti con continuità\, e con  una visione orientata
  costantemente al valore. I Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali
  (PDTA)  rappresentano\, da questo punto di vista\, lo strumento più appro
 priato per rispondere alla complessità  della gestione del DMT2\, così com
 e delle cronicità in genere e per assicurare una efficace integrazione  tr
 a i team multiprofessionali delle strutture diabetologiche e la medicina g
 enerale.\nL’utilizzo degli strumenti offerti dalle tecnologie digitali dov
 rebbe contribuire a rendere possibile una gestione più  sostenibile del di
 abete\, anche da remoto\, garantendo maggiore continuità assistenziale. Le
  modifiche in  corso\, che stanno ridefinendo il modello di assistenza pri
 maria e l’assetto dei servizi sul territorio\, con il  nuovo ruolo delle C
 ase della comunità\, possono rappresentare un’opportunità per realizzare u
 na presa in  cura più efficace delle persone con diabete. L’integrazione a
 ll’interno delle Case della comunità tra i diversi  livelli della offerta 
 di salute\, con la condivisione delle informazioni cliniche e i suoi effet
 ti positivi sulla  continuità ed efficacia del percorso assistenziale\, po
 trebbe rappresentare\, infatti\, un passo in avanti  significativo e contr
 ibuire\, peraltro\, alla riduzione di esami e visite inappropriati. Non a 
 caso\, i PDTA  sono uno strumento che ha goduto di considerazione crescent
 e e di uno sviluppo significativo\, almeno  sulla carta\, nel corso degli 
 anni. Il loro problema maggiore risiede\, tuttavia\, nella mancata applica
 zione in  una parte non irrilevante del Paese. \nÈ il PDTA la cornice all’
 interno della quale tutte le scelte\, comprese quelle terapeutiche\, vanno
  valutate.  L’innovazione scientifica e tecnologica mette a disposizione\,
  continuamente\, nuovi strumenti. Nel corso  degli ultimi anni\, sul diabe
 te si è sviluppato un dibattito vivace intorno alle conseguenze\, per le s
 celte  terapeutiche\, del cambio di paradigma in favore della protezione d
 ’organo\, oltre che del controllo  glicemico\, e del ricorso ai farmaci co
 n effetti cardio-nefroprotettivi. Il dibattito\, in particolare per la par
 te  più strettamente orientata alle scelte di policy riguardanti le garanz
 ie di equità di accesso e la sostenibilità  per il SSN\, è tuttora in cors
 o. È evidente che si tratta di scelte che devono tenere conto prioritariam
 ente\,  riguardo alla appropriatezza prescrittiva\, di indirizzi e linee g
 uida della comunità scientifica e  professionale. Ma ci sono valutazioni c
 he vanno condotte nell’ambito della gestione personalizzata del  PDTA\, e 
 di una strategia terapeutica che considera la sequenza dei trattamenti\, i
 l loro impatto sugli outcome a medio e lungo termine\, oltre che i costi e
 vitati lungo l’intero arco assistenziale. \nIl miglioramento degli esiti d
 i salute dipende in misura determinante dalla qualità e continuità comples
 sive  del percorso assistenziale\, all’interno del quale la terapia farmac
 ologica si inserisce come uno degli  elementi attivi fondamentali. Nonosta
 nte l’ampliamento delle opzioni terapeutiche disponibili\, una quota  rile
 vante di pazienti\, ancora oggi\, non raggiunge gli obiettivi terapeutici 
 raccomandati\, con conseguente  aumento del rischio di complicanze.\nLe ca
 use di questi insuccessi possono essere molteplici: ritardi  diagnostici\,
  inadeguata attenzione ai cambiamenti necessari dello stile di vita\, manc
 ata o tardiva  intensificazione terapeutica\, approcci sequenziali che pri
 vilegiano trattamenti meno efficaci\, livelli non  ottimali di aderenza\, 
 una frammentazione dei setting assistenziali che ostacola integrazione e c
 ontinuità  del percorso assistenziale.\nÈ dunque il percorso nella sua int
 erezza a fare la differenza\, sia per quanto  riguarda gli esiti di salute
  sia per l’impiego di risorse che\, se utilizzate appropriatamente\, rappr
 esentano  certamente un costo oggi\, ma un guadagno maggiore\, in termini 
 di efficacia della prevenzione secondaria  e di risparmi per il SSN\, doma
 ni. \nQueste riflessioni non possono non integrarsi con considerazioni che
  riguardano elementi strutturali\, che  occupano di frequente\, e non da o
 ggi\, il dibattito sulle politiche sanitarie pubbliche in Italia\, e fanno
   riferimento a disomogeneità del SSN che incidono sulla gestione efficace
  del DMT2\, e delle cronicità in  genere. Citiamo\, per brevità\, solo alc
 uni punti:\n\ndisomogeneità nei modelli organizzativi\, nei percorsi assis
 tenziali e nella implementazione dei  PDTA\;\ndisomogeneità nell’integrazi
 one tra setting assistenziali (territorio\, specialistica\, ospedale)\;  d
 isomogeneità nelle possibilità di accesso alle terapie innovative\;  \n ri
 tardi nella presa in cura e nell’intensificazione terapeutica\; \n inadegu
 ata capacità di monitoraggio sistematico degli esiti clinici e organizzati
 vi.\n\nFIASO ritiene utile disporre di ulteriori punti di vista\, informaz
 ioni\, elementi di valutazione\, che integrino  quelli ordinariamente già 
 messi a disposizione dalle sue reti\, per analizzare la capacità del SSN d
 i  implementare percorsi di cura di qualità\, nelle diverse realtà territo
 riali e\, all’interno di essi\, di valorizzare  l’accesso all’innovazione 
 terapeutica disponibile\, adottando modelli orientati alla costruzione di 
 valore e in  grado di coniugare dimensione clinico-organizzativa e sosteni
 bilità. \nIl progetto si inserisce in questo contesto\, con l’obiettivo di
  sviluppare un framework integrato di analisi e  governance della readines
 s del SSN rispetto alla gestione del DMT2\, che individui l’asse portante 
 nel PDTA  specifico. Il progetto punta a combinare: \n\nun’analisi struttu
 rata delle esperienze di implementazione dei percorsi attualmente implemen
 tati  a livello nazionale\; \n un confronto tra esperti del settore\, attr
 averso il metodo Delphi\; \nun’analisi delle evidenze riguardanti le opzio
 ni terapeutiche e le loro sequenze\, dal punto di visto  clinico ed econom
 ico\, orientata alla valutazione del rapporto costo/esito (costo per esito
  clinico  e costo-efficacia) e all’identificazione dei costi evitabili/evi
 tati lungo il percorso di cura\, nell’ottica  della gestione integrata e o
 ttimale del paziente con DMT2. \n\nProgramma https://www.takethedate.it/Ev
 enti/57694-la-readiness-del-sistema-sanitario-nella-gestione-del-diabete-d
 i-tipo-2.html
DTSTART:20261014T070000Z
DTEND:20261014T113000Z
LOCATION:Firenze (Firenze)
SUMMARY:La readiness del sistema sanitario nella gestione del diabete di ti
 po 2
URL:https://www.takethedate.it/Eventi/57694-la-readiness-del-sistema-sanita
 rio-nella-gestione-del-diabete-di-tipo-2.html
END:VEVENT
END:VCALENDAR
