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DESCRIPTION:Al Cnr di Roma un convegno su differenze e affinità economiche 
 e occupazionali dei Paesi del Mediterraneo\nMercoledì 14 marzo presso la s
 ede centrale del Cnr a Roma (Piazzale A. Moro 7\, Aula convegni\, inizio o
 re 10.30) si tiene il convegno 'L’area mediterranea tra disoccupazione\, e
 migrazione e nuove opportunità di sviluppo economico'\, incontro organizza
 to dall’Istituto di studi sulle società del Mediterraneo (Issm-Cnr). Dopo 
 i saluti istituzionali del presidente del Cnr Massimo Inguscio\, del diret
 tore del Dipartimento di Scienze umane e patrimonio culturale del Cnr Gilb
 erto Corbellini\, e del direttore dell'Issm-Cnr Salvatore Capasso\, prende
 ranno la parola Romano Prodi\, presidente della Fondazione per la collabor
 azione fra i popoli\, Abdelhamid Senouci Bereksi\, ambasciatore della Repu
 bblica Democratica e Popolare di Algeria in Italia\, Hassan Abouyoub\, amb
 asciatore straordinario e plenipotenziario del Regno del Marocco in Italia
 \, Senén Florensa i Palau\, console generale di Spagna a Roma e presidente
  dell’Executive Committee of the European Institute of the Mediterranean (
 Iemed)\, Luigi Paganetto\, presidente della Fondazione universitaria econo
 mia Tor Vergata (Fuet). A moderare l'incontro\, la giornalista dell'Ansa M
 aria Eloisia Gallinaro.\nAl centro del convegno\, i risultati presentati n
 el 'Rapporto sulle economie del Mediterraneo - Edizione 2017'\, volume edi
 to da Il Mulino a cura di Eugenia Ferragina\, primo ricercatore dell'Issm-
 Cnr.\nGiunto alla sua tredicesima edizione\, il Rapporto sulle economie de
 l Mediterraneo si focalizza quest’anno sui cambiamenti del mercato del lav
 oro dei Paesi del bacino e tenta di districare le radici delle differenze 
 nelle diverse economie dell’area e di disegnarne i possibili sviluppi futu
 ri.\nLa disomogeneità tra economie più mature e ricche ad economie meno sv
 iluppate risulta essere non solo il riflesso di condizioni economiche di p
 artenza diverse\, ma anche l’effetto di strutture politico-istituzionali i
 n trasformazione\, e di una forza demografica molto forte. Eppure tra tant
 a difformità\, vi sono caratteristiche comuni: ad esempio\, in quasi tutti
  i paesi dell’area\, compresi quelli più ricchi\, il mercato del lavoro de
 i giovani e delle donne è molto sottile e i tassi di disoccupazione sono m
 olto elevati. Inoltre in tutta l’area i tassi di partecipazione e di occup
 azione dei giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni sono nettamente in
 feriori a quelli della popolazione in aggregato (in tutti i paesi i tassi 
 di disoccupazione giovanili sono 2-4 volte quelli aggregati). Tuttavia son
 o diverse le radici di questa apparente uniformità. Mentre nei paesi avanz
 ati (Italia\, Spagna\, Portogallo\, Grecia) l’occupazione dei giovani è os
 tacolata dalla farraginosità nei sistemi di reclutamento\, dall’assenza di
  incentivi e da economie stagnanti\, nei Paesi meno avanzati del bacino è 
 la componente demografica a giocare un ruolo rilevante. Infatti\, nonostan
 te la transizione demografica sia quasi conclusa e i positivi tassi di cre
 scita dell’economia\, in questi paesi il mercato del lavoro non è in grado
  di assorbire il flusso di manodopera che ogni anno si riversa nell’alveo 
 dell’economia. Così per esempio\, mentre dal 2000 al 2015 in Italia e in S
 pagna l’occupazione giovanile si riduce rispettivamente del 47% e del 59%\
 , nello stesso periodo in Marocco si riduce del 25% e in Egitto addirittur
 a cresce del 4%. La scomposizione dei flussi rivela però che la componente
  demografica gioca un ruolo opposto sulle due rive del bacino: infatti\, m
 entre è la crescita della popolazione a contribuire segnatamente ai tassi 
 di occupazione giovanile in Egitto e Marocco\, non accade lo stesso in Ita
 lia e Spagna.\nElevata omogeneità si riscontra anche a livello di partecip
 azione al mercato del lavoro. Tutti i paesi che si affacciano sul Mediterr
 aneo hanno una popolazione di età compresa tra i 15 e 24 anni che mostra t
 assi di partecipazione inferiori alla popolazione di età maggiore di 25 an
 ni\, e maggiore per gli uomini rispetto alle donne. Questo è in gran parte
  da addebitare ai sistemi di istruzione che occupano i giovani fino a tard
 a età e ai sistemi culturali e sociali che tendono a deprimere la partecip
 azione delle donne al mercato del lavoro. Durante gli ultimi anni\, tuttav
 ia\, si è registrato un importante cambiamento culturale e sociale in molt
 i paesi come la Spagna\, l’Italia e la Grecia\, dove la partecipazione fem
 minile alla forza lavoro è cresciuta\, tanto da superare quella dei giovan
 i maschi di età superiore ai 24 anni.\nIl rapporto sottolinea infine come 
 da tali differenziali e omogeneità possono generarsi sinergie e possibilit
 à di crescita economico–sociale non solo per i paesi più arretrati\, tipic
 amente quelli della sponda sud\, ma anche per le economie più mature della
  sponda nord.\nPer informazioni:Giovanni Canitanocanitano@issm.cnr.it33347
 79907 https://www.takethedate.it/Eventi/4094-larea-mediterranea-tra-disocc
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LOCATION:CNR (Piazzale Aldo Moro 7\, Roma)
SUMMARY:L'area mediterranea tra disoccupazione\, emigrazione e nuove opport
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