Il decreto-semplificazioni è legge tra criticità ed evoluzioni giurisprudenziali

Il decreto-semplificazioni è legge tra criticità ed evoluzioni giurisprudenziali

Da 22.09.2020 15:00 fino a quando 22.09.2020 18:00

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Categorie: Appalti, Diritto

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Con la legge 11 settembre 2020, n. 120, il decreto Semplificazioni n. 76/2020 ha tagliato il traguardo della conversione, senza tuttavia apportare rilevanti novità nel contenuto delle disposizioni riferite alla gestione emergenziale dei contratti pubblici.
Diverse restano, però, le questioni applicative ancora aperte, come testimonia il corposo documento di esame e commento che l’Anac ha pubblicato il 7 agosto scorso, nel tentativo di fornire una prima lettura critica, ed interpretativa al tempo stesso, del provvedimento.
Dal canto suo, anche la giurisprudenza ha continuato ad offrire i propri contributivi su molti degli istituti che sono stati interessati dal decreto Semplificazioni.
Continue sono state infatti, da un lato, le pronunce sul sotto-soglia e sulla legittimità dei relativi affidamenti nel rispetto del principio di rotazione (Consiglio di Stato, nn. 4252, 4627 e 4629), e, sempre più puntuali, dall’altro, le conferme dell’orientamento giurisprudenziale della CGE sul subappalto (Tar Aosta, n. 34/2020; Consiglio di Stato, n. 4832/2020).
In particolare, a tal ultimo riguardo, le sentenze della Quinta Sezione del Consiglio di Stato n. 3504/2020 e del Tar Salerno n. 1099/2020 hanno iniziato ad affrontare il problema della compatibilità comunitaria del limite percentuale al subappalto anche rispetto alle categorie scorporabili.
Infine, tra evoluzioni normative e giurisprudenziali, il Consiglio di Stato n. 5097/2020 ha chiamato in causa anche la Corte costituzionale: sul tavolo del giudice delle leggi, è quindi finita anche la questione della legittimità dell’articolo 177, comma 1, del Codice (e delle correlate Linee-guida Anac n. 11), il quale stabilisce l’obbligo - per i titolari di concessioni già in essere alla data della sua entrata in vigore, non affidate con la formula della finanza di progetto, o con procedure ad evidenza pubblica - di esternalizzare una quota pari all’ottanta per cento dei contratti.

SALUTI E INTRODUZIONE Luigi GIAMPAOLINO
Presidente IGI

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