A venticinque anni dalla riforma del Titolo V della Costituzione, il tema dei rapporti tra Stato e Regioni continua a occupare un ruolo centrale nel dibattito istituzionale italiano. La ridefinizione delle competenze tra i diversi livelli di governo, la garanzia uniforme dei diritti di cittadinanza e la capacità delle istituzioni di sostenere crescita, investimenti e sviluppo rappresentano oggi questioni decisive per il futuro del Paese.
È da questa consapevolezza che nasce il convegno “Ridefinire il rapporto Stato-Regioni. LEP, autonomie e competitività del Paese”, promosso dalla Fondazione Mezzogiorno e in programma il prossimo 22 giugno alle 15.00 all’Unione Industriali Napoli.
L’iniziativa si propone di affrontare il tema delle autonomie territoriali in una prospettiva più ampia rispetto al dibattito che ha caratterizzato gli ultimi anni. L’obiettivo è riportare la discussione sul terreno dell’analisi istituzionale, economica e amministrativa, mettendo al centro il rapporto tra qualità delle istituzioni, coesione territoriale e competitività del sistema-Paese.
Le profonde trasformazioni geopolitiche, industriali e tecnologiche in corso richiedono infatti una pubblica amministrazione capace di operare in modo coordinato ed efficace. In questo quadro, il tema dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) assume una particolare rilevanza, poiché riguarda direttamente la capacità dello Stato di garantire diritti civili e sociali uniformi su tutto il territorio nazionale.
La prima parte del convegno sarà dedicata alla presentazione del volume “I LEP presi sul serio. Prestazioni pubbliche e diritti civili e sociali dopo la riforma del Titolo V”, di Sergio Beraldo, professore di Economia Politica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Il volume rappresenta la nuova uscita della collana “I Quaderni della Fondazione Mezzogiorno” e propone una riflessione innovativa sul significato costituzionale dei LEP, interpretati non come semplici standard amministrativi, ma come strumenti di garanzia dei diritti di cittadinanza e di promozione della coesione territoriale.
La seconda parte dell’iniziativa sarà dedicata alla presentazione di una proposta di legge delega per la riorganizzazione delle competenze tra Stato e Regioni. La proposta nasce da un lavoro comune tra costituzionalisti ed economisti e si fonda sull’idea che il superamento delle criticità emerse dopo la riforma del Titolo V richieda una revisione organica del sistema delle autonomie territoriali. Al centro della riflessione vi è un metodo che parte dall’analisi delle funzioni pubbliche e dei risultati da garantire ai cittadini, per giungere successivamente alla ridefinizione delle competenze e dei meccanismi di finanziamento.
I lavori saranno aperti dai saluti del Presidente dell’Unione Industriali Napoli Vittorio Genna e dall’introduzione del Presidente della Fondazione Mezzogiorno Antonio D’Amato. La presentazione del volume vedrà dialogare Sergio Beraldo con Gianni Trovati, editorialista de Il Sole 24 Ore e moderatore dell’intera iniziativa.
La proposta di riordino dei rapporti tra Stato e Regioni sarà illustrata da Sandro Staiano, professore ordinario di Diritto costituzionale dell’Università Federico II, e da Massimo Bordignon, professore ordinario di Scienza delle Finanze dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Alla tavola rotonda parteciperanno inoltre autorevoli studiosi del diritto e dell’economia: Floriana Cerniglia, Giuseppe Pisauro, Giulio Salerno, Vincenzo Tondi della Mura e Lorenza Violini.
Con questa iniziativa la Fondazione Mezzogiorno intende offrire un contributo costruttivo a una delle grandi questioni istituzionali del Paese. La convinzione di fondo è che la qualità delle istituzioni, la chiarezza delle responsabilità pubbliche e la capacità di garantire diritti uniformi ai cittadini rappresentino condizioni essenziali per rafforzare la competitività dell’Italia e valorizzare il ruolo del Mezzogiorno come leva strategica di sviluppo nazionale.
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