Dal 21 al 27 settembre la quarta edizione di Rome Future Week: oltre quattrocento eventi in più di 300 luoghi, undici hub tematici, una campagna che quest'anno parla a tutta Italia. Ecco perché un programma senza palco centrale è il modo più serio di prendere sul serio l'innovazione di una città, e cosa possono farci imprese e amministrazioni.
Nella primavera del 2023 è stata pubblicata una chiamata. Chiunque a Roma avesse qualcosa da dire sul futuro — un'azienda, un dipartimento universitario, un'associazione di quartiere — poteva proporre un evento e ospitarlo nella propria sede. In due mesi sono arrivate più di duecento candidature. A settembre gli eventi in programma erano quasi trecento. Non c'era un palco, non un padiglione, ma una città che aveva risposto.
Roma viene raccontata, da chi ci vive e da chi la guarda da fuori, come una città che custodisce: musei, ministeri, archivi, palazzi. Una città del passato, con una burocrazia che pesa e un futuro che succede altrove. Eppure, quando è stato chiesto chi stesse lavorando sul futuro, in due mesi hanno risposto in trecento. Il problema non era l'assenza di innovazione, ma l'assenza di un racconto capace di tenerla insieme.
Rome Future Week nasce per questo. Quattro anni dopo, l'ultima edizione ha superato i 75.000 partecipanti e i 400 eventi, con più di 2.500 aziende coinvolte e oltre mille relatori in più di 200 luoghi. E dal 21 al 27 settembre torna per la quarta volta.
Un festival senza palco
La scelta di fondo è rimasta la stessa del primo giorno: rinunciare al centro. Un festival dell'innovazione con un palco principale e un cartellone di ospiti racconta l'innovazione di chi sale sul palco; un festival diffuso racconta quella di chi lo ospita. Ogni anno viene aperta una chiamata pubblica, gli organizzatori restano proprietari dei propri eventi, mentre la regia narrativa e il tema sono comuni. Il programma, invece, lo scrive la città.
E si vede sulla mappa. Quest'anno il programma passa dal Gazometro a Corviale, dal Quadraro alla Bufalotta, da San Lorenzo all'Aurelia, e prosegue fuori dal Raccordo, a Monterotondo, a Frascati, al centro ricerche della Casaccia. Chi arriva da fuori cercando il quartiere dell'innovazione trova una città che per sette giorni lavora con le porte aperte.
La novità del 2026 sono gli undici hub, giornate tematiche che concentrano partner, imprese e pubblico in un solo luogo su un solo argomento. Frame, il cinema, alla Casa del Cinema. Origin, le startup, da Zest a Termini, con la European Startup Pitch Session. Map, l'orientamento e il recruiting, alla Città dell'Altra Economia. Neura, l'intelligenza artificiale, all'Innovation Hub della Bufalotta. The Impact Builder, l'open innovation, a Villa Fassini. Celeste, lo spazio, alle Industrie Fluviali. Lazio Future Land, imprese e bandi con Regione Lazio, alla RUFA. Planet & People, la sostenibilità, a San Lorenzo. Abitare il futuro, design e real estate, a Palazzo Taverna. The E-commerce Club e il Business Hub completano il quadro. Undici luoghi diversi, nessuno dei quali è un centro congressi.
Il tema che tiene insieme tutto è Materia Prima, l'alchimia dell'immateriale. Il mondo viene abitualmente pensato come materia fisica — legno, ferro, cemento, silicio — ma le sostanze che davvero decidono il futuro di una città non hanno unità di misura: il tempo che le persone dedicano, la conoscenza che condividono, la fiducia che si costruisce tra chi lavora insieme. Roma non ha bisogno di estrarre nuove risorse. Ha bisogno di riconoscere quelle che ha già.
Perché è questo il punto che il racconto abituale di Roma si perde. In questa città ci sono tutte le università che servono — Sapienza, Roma Tre, Tor Vergata, LUISS, LUMSA, per citarne alcune — e i centri di ricerca che altrove si invidiano: ENEA, ESA, ASI, il laboratorio europeo di biologia molecolare a Monterotondo. Ci sono le istituzioni che scrivono le regole del digitale nazionale, da AgID a Banca d'Italia. Ci sono le grandi imprese: ROAD, il distretto del Gazometro che tiene insieme Eni, Acea, Autostrade per l'Italia, Bridgestone, Cisco, Gruppo FS e NextChem, è il main partner del festival fin dalla prima edizione. Ci sono le startup della Casa delle Tecnologie Emergenti e degli hub privati, e cinquanta scuole, ITS e accademie che nel 2025 hanno portato i propri studenti dentro il programma.
Presi uno alla volta, sono pezzi che a Roma esistono da anni. Il lavoro della Week è metterli nella stessa settimana, a una fermata di metro l'uno dall'altro, con un tema comune e un calendario unico. Tra le istituzioni che quest'anno organizzano un proprio evento figurano la Commissione europea, la Regione Lazio con un hub intero, Roma Capitale con quattro eventi, cinque ambasciate e la Farnesina. Nessuna di queste realtà ha bisogno di Rome Future Week per organizzare un convegno, ma sceglie di esserci perché per sette giorni quel convegno si svolge accanto a un laboratorio di startup, a un talent day, a una scuola che presenta un progetto. Fare sistema, a Roma, è prima di tutto una questione di calendario.
Un'impresa può usare la settimana in tanti modi. Può aprire le porte, cercare talenti, portare i propri temi a una platea interessata e qualificata. Può formarsi e può assumere. Il lavoro è il nuovo pilastro trasversale dell'edizione: il Talent Day di FiberCop, l'hub Map sull'orientamento, le giornate di Direzione Lavoro con il desk di Invitalia mettono nella stessa stanza chi cerca e chi è cercato.
Ma anche una PA può e deve partecipare. La presenza delle amministrazioni nel festival è cresciuta ogni anno e ha preso tre forme diverse.
AgID porta a Ostiense una mattinata sui servizi pubblici che semplificano la vita. Banca d'Italia dedica un pomeriggio all'euro digitale in uno studentato di San Lorenzo. Regione Lazio apre un hub intero su imprese e bandi e una giornata sui dati sanitari nella Sala Tevere. Roma Capitale fa raccontare a dieci dottorandi le ricerche condotte dentro l'amministrazione, nella Sala Laudato Sì del Campidoglio.
La seconda forma è ospitare. Il Senato apre la Sala ISMA a un incontro sull'ascolto come valore innovativo. La Rappresentanza in Italia della Commissione europea, a Piazza Venezia, ospita il confronto tra le autorità di gestione del PN Metro Plus e del FESR Lazio sui confini della città. Il luogo istituzionale diventa parte del programma, e chi entra per un evento sull'innovazione scopre un palazzo che di solito guarda da fuori.
La terza è la più interessante: la sperimentazione. A Corviale, all'incubatore Incipit, l'evento sulla rigenerazione urbana nasce dal PN Metro e mette insieme chi finanzia, chi progetta e chi abita. È il caso in cui l'amministrazione non presenta una politica già decisa, ma la discute dove si applica. Per una settimana la distanza tra la sala convegni e il territorio si azzera, perché il territorio è la sede.
I giovani, e la formazione come materia prima
Il pilastro che non è mai cambiato in quattro edizioni è quello delle nuove generazioni. In tre anni più di mille Future Explorers hanno attraversato i programmi pensati per gli under 25. Nel 2025 i giovani attivi nella settimana erano oltre duemila, tra volontari, co-host, speaker e studenti. Quest'anno c'è Base Futuro, il sub-brand per le scuole primarie e medie, con una frase che è già un programma: la materia prima del futuro siete voi. Ci sono i Corti Futuri, il contest audiovisivo under 30 dentro Frame, con Rai Cinema, e la European Startup Pitch Session, che porta a Termini startup da tutta Europa. E ci sono le oltre 150 candidature per fare il volontario, con un vero programma di accompagnamento prima e durante la settimana.
Una settimana al centro del racconto italiano
Quest'anno, per la prima volta, la campagna di comunicazione del festival parla a tutta Italia. Il messaggio è semplice: per una settimana Roma è il posto dove l'innovazione italiana si racconta. Il messaggio si rivolge agli imprenditori che a Roma hanno studiato da fuorisede e che oggi guidano aziende in tutto il Paese, invitandoli a ritornare. Si rivolge a Milano, la città che le settimane tematiche le ha inventate, indicando una direzione di viaggio opposta a quella che tutti si aspettano. E si rivolge alle imprese del Lazio, con un appuntamento fissato proprio in quel settembre che nelle conversazioni di lavoro serve sempre a rinviare.
C'è una ragione in più. Il format di Rome Future Week è nato qui e oggi viene replicato a Torino, Firenze, Palermo e Catania: dieci edizioni in quattro anni, con Matera in preparazione. Nel 2026 Materia Prima è il tema unico di tutte le Future Week italiane. Una città accusata di guardare al passato ha esportato un modo di parlare di futuro. Non è un dettaglio.
Il 21 settembre alle dieci del mattino apre la quarta edizione alla Centrale Montemartini, in via Ostiense 106, la prima centrale elettrica municipale di Roma, oggi museo. Viene presentata Roma Periodica, il libro corale dell'edizione, ventiquattro autori per ventiquattro parole sulla città che cambia. Poi la città prende il programma in mano.
Il programma completo, con i filtri per giorno, quartiere e tema, è disponibile su romefutureweek.it
Per i lettori di Take The Date — undici appuntamenti
Dalle sedi istituzionali agli hub tematici, gli appuntamenti di maggiore interesse per chi si occupa di istituzioni, politiche pubbliche e regolazione.
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Lunedì 21, ore 14.30 · Il futuro del verbo imparare · Università Telematica IUL con INDIRE e Little Genius International · CTE – Casa delle Tecnologie Emergenti, Stazione Tiburtina
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Martedì 22 e mercoledì 23 · Origin, il Future Hub delle startup, con la European Startup Pitch Session · Zest, Via Marsala 29H
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Mercoledì 23, ore 9.30 · Corviale, quando la città si rigenera · Incubatore di Impresa INCIPIT, Via Mazzacurati
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Mercoledì 23, ore 10.00 · Oltre i confini della città · Rappresentanza in Italia della Commissione europea, Piazza Venezia 11
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Mercoledì 23, ore 11.00 · La via europea all'autonomia digitale · Centro Studi Americani, Via Caetani 32
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Mercoledì 23 e giovedì 24 · Neura, il Future Hub sull'intelligenza artificiale, dalla governance dei processi all'etica applicata · Innovation Hub, Via della Bufalotta 374
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Giovedì 24, ore 10.00 · Sprint Value. L'ascolto come valore innovativo · Senato della Repubblica, Sala ISMA, Piazza Capranica 72
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Giovedì 24, ore 10.00 · Lazio Future Land, la giornata di Regione Lazio su imprese e finanziamenti · RUFA, Via Libetta 7
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Giovedì 24, ore 15.30 · Idee per Roma: il racconto dei dottorandi · Roma Capitale, Sala Laudato Sì, Campidoglio
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Venerdì 25, ore 9.00 · PA intelligente · AgID – Agenzia per l'Italia Digitale · Talent Garden Roma Ostiense
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Venerdì 25, ore 17.00 · Euro digitale al lavoro per il futuro della moneta · Banca d'Italia · The Social Hub Rome, San Lorenzo
