Al Senato il bilancio del mandato di Fabio Fatuzzo: oltre 3 miliardi di euro di interventi, sanzioni europee ridotte e un nuovo modello culturale per non sprecare più l'acqua depurata.
Si è chiuso ufficialmente al Senato il primo, importante capitolo di una delle riforme infrastrutturali più delicate per il nostro Paese: quella legata alla depurazione delle acque reflue e al loro riuso. La conferenza stampa, organizzata su iniziativa del senatore Gianni Rosa, ha riunito ministri, sottosegretari, senatori, commissari regionali e tecnici. Nel corso dell’incontro, il Commissario Straordinario Unico Fabio Fatuzzo ha presentato il bilancio dei suoi primi tre anni di mandato, in scadenza il prossimo 7 agosto. Un appuntamento che è servito non solo a fare il punto sui cantieri aperti da Nord a Sud, ma anche a rilanciare un tema che negli ultimi anni è diventato centrale nell'agenda politica ed economica italiana: il valore strategico dell'acqua, non più semplice risorsa da consumare, ma bene da trattare, recuperare e reimmettere nel ciclo produttivo.
Le parole del ministro Adolfo Urso: l'acqua come infrastruttura industriale
Dopo i saluti iniziali, a prendere la parola è stato Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, che ha definito l'acqua "l'infrastruttura invisibile" che sostiene manifattura, agricoltura e servizi essenziali del Paese. Urso ha ricordato come l'Italia, seconda potenza manifatturiera e seconda potenza agricola d'Europa, non possa permettersi di trascurare una risorsa che oggi diventa strategica anche per i data center e per i sistemi avanzati di calcolo, che richiedono standard elevatissimi di continuità idrica per il raffreddamento. Il ministro ha citato l'esempio di un data center recentemente realizzato all'interno di una miniera, luogo in cui le temperature permettono di limitare il consumo di risorse idriche necessarie per il raffreddamento, e ha indicato tre direttrici di lavoro del suo ministero: ricerca e innovazione per ridurre consumi e perdite, strumenti e semplificazioni di normative legate al piano Transizione 5.0 e ai fondi stanziati per l’economia circolare, e una maggiore presenza dell'Italia nei tavoli europei per evitare che gli standard ambientali si traducano in oneri sproporzionati per le piccole e medie imprese. Tra gli esempi virtuosi citati, una start-up padovana capace di estrarre materie prime critiche dalle acque reflue, inserita tra i 47 progetti strategici del Critical Raw Materials Act della Commissione europea, e l'investimento di ST Microelectronics a Catania, che secondo Urso necessita di una soluzione strutturale sul riuso idrico per essere realizzato nei tempi previsti.
Gli interventi dei ministri Pichetto Fratin e Musumeci
A seguire ha preso la parola il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, che ha sottolineato come, a monte della depurazione, l'Italia sconti ancora oggi un sistema di gestione idrica fortemente frammentato, con oltre 2.300 gestori censiti, di cui circa mille "in economia", segno di un'inefficienza diffusa e di una moltiplicazione dei costi. Il ministro ha spiegato che la riforma del sistema idrico, con l'istituzione delle autorità d'ambito e dei gestori unici, rappresenta il presupposto necessario su cui si innesta il lavoro della struttura commissariale. Pichetto Fratin ha fornito un dato che ha colpito la platea: a fronte di una disponibilità di 8-10 miliardi di metri cubi d'acqua, l'Italia ne riutilizza soltanto 400-500 milioni, pari a una quota tra il 5 e il 6 per cento, contro percentuali che in altri Paesi europei arrivano fino al 40-50 per cento. Con un tono ironico, ricordando la lunga amicizia con i colleghi Nello Musumeci e Adolfo Urso, il ministro ha ricordato come un tempo si insegnasse che ciò che è abbondante non ha valore, mentre oggi la scarsità d'acqua ha completamente ribaltato questa impostazione, rendendo la depurazione e il riuso una priorità economica oltre che ambientale. Particolarmente diretto è stato l'intervento del ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, che si è soffermato sulla necessità di superare la diffidenza culturale, soprattutto in Sicilia, verso l'acqua reflua e l'acqua desalinizzata, ricordando come si utilizzi ancora solo l'11-12 per cento delle risorse idriche disponibili, e ha invitato la platea a considerare la depurazione non più come un obbligo ma come una scelta consapevole a tutela dell'ambiente.
La relazione dei tre anni di attività
Nel corso della conferenza è stato proiettato un video di sintesi che ha ripercorso l'attività della struttura commissariale dal suo insediamento, nell'agosto 2023, a oggi. Il documento ha ricostruito la situazione di partenza, fatta di archivi non digitalizzati, progetti fermi da otto-dieci anni e studi di progettazione al collasso, e ha illustrato le contromisure adottate: digitalizzazione degli atti, nomina dei Responsabili Unici del Procedimento (RUP), task force dedicate alle procedure di esproprio, premi di accelerazione per le imprese più rapide, doppi e tripli turni di lavoro e una programmazione dei cantieri calibrata sulle stagioni e sulle ore più calde, per tutelare sia gli operai sia le economie turistiche locali. Il video ha inoltre presentato il cambio di paradigma culturale che la struttura commissariale ha provato a imprimere: per decenni l'acqua reflua è stata considerata un semplice scarto da smaltire nell'ambiente nel modo meno costoso possibile. Oggi, complici siccità sempre più frequenti e alluvioni improvvise, questa visione appare insostenibile. L'obiettivo dichiarato è portare la qualità della depurazione fino alla cosiddetta classe A, così da trasformare l'acqua trattata in una risorsa continua e programmabile. Le destinazioni di questa acqua depurata sono molteplici: irrigazione agricola gratuita, alimentazione delle reti antincendio, lavaggio delle strade, irrigazione dei parchi pubblici, vendita a tariffa agevolata alle industrie e persino ricarica controllata delle falde acquifere per contrastare l'inaridimento dei suoli. Un'idea che ha raccolto ampio consenso tra i presenti è quella della cosiddetta rete idrica duale, già prevista dalla normativa europea più recente: due condotte distinte nei nuovi edifici, una per l'acqua potabile destinata al consumo umano e alla cucina, l'altra per l'acqua depurata di alta qualità da destinare a tutti gli altri usi domestici, dal bagno al lavaggio dei pavimenti. Sul fronte finanziario, il documento ha ribadito la necessità del partenariato pubblico-privato per opere come quella catanese da due miliardi di euro, garantendo però il controllo pubblico e l'assenza di rincari in bolletta, insieme al sistema di protocolli con ANAC e prefetture per tenere la criminalità organizzata fuori dagli appalti. Infine, la relazione ha offerto una fotografia territorio per territorio, dai poli campani di Napoli Est, Benevento e Mondragone, ai quarantuno interventi ormai attivi in Calabria, fino ai sessantaquattro cantieri siciliani, il portafoglio più consistente, chiudendo con una domanda aperta al Paese: se sia pronto, culturalmente prima ancora che tecnologicamente, ad accettare l'acqua depurata come risorsa anche per uso potabile.
I senatori Pugliese e Rosa e l'intervento del sottosegretario alla Cultura
Su invito dello stesso Fatuzzo, che ha voluto ringraziarli per l'aiuto organizzativo, hanno preso la parola anche i senatori Gianni Rosa, Salvo Pugliese e il sottosegretario alla Cultura Gianpiero Cannella. Il senatore Rosa, di origine lucana, ha ricordato come anche la Basilicata, terra storicamente ricca d'acqua, abbia sofferto la scorsa estate problemi di approvvigionamento, sottolineando l'importanza culturale del riuso. Ha poi rimarcato come il valore economico degli interventi, oltre 3 miliardi di euro, si traduca concretamente in benefici per circa sei milioni di cittadini italiani. Salvo Pogliese, senatore di origini siciliane ed ex sindaco di Catania, che ha ricordato la lunga conoscenza personale con Fabio Fatuzzo e con l'avvocato Salvatore Cordaro, complimentandosi per il lavoro svolto dal 2023 ad oggi e affermando, in quanto siciliano, di aver avuto modo di apprezzare il percorso tecnico che ha visto il Commissario alla guida di alcune realtà importanti della Regione e della Provincia: “Mi riferisco alla Sidra, società idrica catanese. Qui Fabio Fatuzzo è riuscito a conciliare eccezionali capacità politiche con la competenza tecnica acquisita in questi ultimi anni.” Spazio anche per l'intervento del sottosegretario alla Cultura Gianpiero Cannella, che ha ribadito la necessità di affiancare all'azione tecnica una vera e propria campagna culturale e comunicativa sul riuso dell'acqua.
La squadra tecnica
Alla presentazione dei risultati territoriali hanno contribuito direttamente i subcommissari e i tecnici che affiancano Fatuzzo. L'avvocato Salvatore Cordaro ha illustrato come la sanzione comunitaria iniziale, pari a 45 milioni di euro complessivi, sia stata ridotta di 770mila euro grazie ai soli interventi nel comprensorio di Agrigento, citando anche la risoluzione di un contenzioso da 19 milioni di euro relativo alla fognatura di Trefoni, a Campobello di Mazara, chiuso con una transazione asseverata dall'Avvocatura dello Stato per meno di un milione di euro. Cordaro ha ringraziato in particolare il generale Antonio Amoroso per il lavoro sulla trasparenza e sui rapporti con l'ANAC, e ha rivolto un ringraziamento alla Presidenza del Consiglio e al presidente della Regione Siciliana per i 5,5 miliardi di euro destinati complessivamente all'isola. Ad intervenire successivamente è stato Antonino Daffinà, ha ricordato come in poco più di due anni si sia riusciti a mandare in gara o in corso d'opera interventi per circa 350 milioni di euro, evidenziando in particolare l'intervento da 145 milioni sull'impianto di Reggio Calabria. Daffinà ha ringraziato il direttore generale del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, Salvatore Siviglia, e la società Sogesid. A prendere la parola è stato poi l'ingegner Riccardo Costanza, che ha definito Fatuzzo "il commissario dei commissari" per la complessità di gestire oltre cento opere in parallelo, ha ricordato lo sblocco dello schema idrico di Palermo, atteso da decenni, e l'avvio dei cantieri in Calabria, sottolineando il valore economico e occupazionale degli investimenti per le imprese specializzate del territorio. Il professor Vincenzo Belgiorno, in rappresentanza dell'Università di Salerno con cui è stata siglata una convenzione, ha illustrato la situazione della Campania, citando l'impianto di Napoli Est, progettato nel 1973 dopo l'epidemia di colera che colpì la città e oggi finalmente in fase di consegna, insieme a quelli di Benevento e Mondragone, mentre restano aperte le criticità legate all'isola d'Ischia. Il professor Fatone, che ha collaborato tramite una convenzione con l'Università Politecnica delle Marche, ha descritto invece la situazione della Basilicata, con ventitré interventi molto eterogenei, il completamento dell'impianto di Matera consegnato il 23 luglio, l'aggiudicazione dei lavori a Pisticci e le verifiche geologiche in corso a Irsina, condotte insieme all'Università della Basilicata.
L’intervento del Commissario Fatuzzo: burocrazia, regole e nuove proposte
Nella parte conclusiva dell'incontro, lo stesso Commissario Fatuzzo ha ripercorso in prima persona le difficoltà incontrate dal 2023 a oggi, raccontando con ironia il caso di un intervento in un comune di cui si erano perse ormai le tracce, persino il nome del progettista e l'anno di affidamento, riesumato dagli uffici commissariali e portato fino alla fase di gara dopo essere rimasto fermo dal 2000, e le difficoltà nel gestire studi di progettazione e imprese impegnate contemporaneamente su troppi cantieri con le stesse, insufficienti risorse umane e mezzi. Fatuzzo ha proposto ai senatori presenti di introdurre l'obbligo, per tutte le gare pubbliche e non solo per quelle sopra i 20 milioni di euro previste dall'articolo 103 del codice degli appalti, di dichiarare l'elenco di personale e mezzi effettivamente dedicati a ciascun intervento. Ha inoltre insistito sull'idea della rete idrica duale, anticipando quanto previsto dalla direttiva europea 2024/3019 in vigore dal 2035, con una condotta per l'acqua potabile e una seconda per gli usi non alimentari, citando come esempio il caso di Israele, dove l'acqua depurata viene già utilizzata anche per il consumo umano.
Il saluto del Presidente del Senato La Russa
A conclusione della conferenza stampa è intervenuto brevemente anche il Presidente del Senato, Ignazio La Russa. Nel suo saluto, La Russa, che ha origini siciliane, ha ricordato quanto il problema dell’acqua sia fortemente avvertito nella Regione, e che il lavoro svolto da Fatuzzo e dai suoi collaboratori è da considerare la speranza per un futuro più sostenibile e per soluzioni concrete. Infine, ha riflettuto sull’importanza dell’acqua, un bene essenziale, che ha permesso la creazione e la sopravvivenza della specie umana. “Non a caso, se vogliamo capire se esistono nell'universo altre specie intelligenti, la prima cosa che si va a cercare è se c'è acqua o se c'è stata acqua. Perché l'acqua è vita”, ha concluso il Presidente.
