Il Presidente Giacomo Lasorella presenta il bilancio relativo al 2025 dell'Autorità: lotta alla pirateria, equo compenso, Digital Services Act e le sfide dell'intelligenza artificiale.
Il presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Giacomo Lasorella, ha presentato martedì 14 luglio, nell'Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, la Relazione annuale 2026 sull'attività svolta e sui programmi di lavoro dell'Autorità. I lavori sono stati introdotti dall'intervento istituzionale dell'onorevole Della Vedova, segretario di Presidenza della Camera, che ha ringraziato l'Autorità per la collaborazione con il Parlamento in merito ad alcuni dei dossier più rilevanti dell'ultimo anno: dall'attuazione della legge 132 del 2025 sull'intelligenza artificiale al testo unificato sui data center, fino alle norme contro il divario digitale nelle aree montane e alle modifiche al codice delle comunicazioni elettroniche introdotte dal decreto legge 19 del 2026.
Algoritmi e IA: le minacce al pluralismo dell’infromazione
"La tecnologia non è neutrale perché assume il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola e la usa": è la citazione dall'enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV con cui Lasorella ha aperto la propria relazione, per poi richiamare un passaggio della sentenza della Corte Costituzionale numero 44 del 2025, secondo cui la vera sfida dell'informazione oggi non riguarda tanto la moltiplicazione delle voci disponibili in rete, quanto la qualità e il pluralismo effettivo del dibattito pubblico, minacciato dalla selezione algoritmica dei messaggi. Il Digital News Report 2026, curato dal Reuters Institute dell'Università di Oxford, e che per quanto riguarda l’Italia si serve dei dati forniti anche da AGCOM, conferma la prevalenza ormai strutturale del consumo di informazione tramite mezzi digitali, soprattutto tra i più giovani.
Da un'indagine dell'Autorità sui fabbisogni di alfabetizzazione mediatica emerge che oltre quattro italiani su dieci si dicono molto preoccupati per hate speech, disinformazione e cyberbullismo, e più della metà della popolazione si è imbattuta direttamente in contenuti di questo tipo.
Comunicazioni elettroniche: 29,5 miliardi di euro, ma rete fissa e mobile viaggiano a velocità diverse
Il valore complessivo del comparto delle comunicazioni elettroniche è stimato a fine 2025 in 29,5 miliardi di euro, in crescita del 4,5% rispetto ai 28,2 miliardi del 2024, con un peso sul PIL che sale all'1,31%. Dietro il dato aggregato si nasconde però un mercato a due velocità: i ricavi da rete fissa crescono del 20% rispetto al 2021, mentre quelli da rete mobile scendono dello 0,6%, restando poco sotto gli 11 miliardi di euro. La sfida per gli operatori, ha sottolineato Lasorella, sarà trasformarsi in hub di servizi digitali (cloud computing, intelligenza artificiale, IoT, cybersicurezza) superando il ruolo di semplici fornitori di connettività. Sul fronte delle infrastrutture, a fine dicembre 2025 la copertura in fibra FTTH ha raggiunto il 77% delle famiglie italiane, con un incremento da 6 a 9 punti percentuali rispetto all'anno precedente, anche se restano forti squilibri territoriali tra aree nere, grigie e bianche.
Sul piano regolatorio europeo, l'attenzione dell'Autorità si concentra sul Digital Networks Act, la proposta della Commissione pubblicata il 21 gennaio 2026 che punta a consolidare in un unico regolamento la disciplina di settore: AGCOM, nell’ambito delle riflessioni svolte in BEREC, l'organismo dei regolatori europei per il quale lo stesso Lasorella ha assunto il ruolo di vicepresidente, ha segnalato criticità sul nuovo equilibrio di poteri tra livello europeo e nazionale. A livello nazionale, la delibera 58-26 CONS ha concluso l'analisi dei mercati dell'accesso fisso, qualificando FiberCop come operatore wholesale only, titolare delle infrastrutture in rame e fibra dopo la separazione strutturale da TIM operativa dal luglio 2024. Tra gli altri interventi significativi condotti dall’Autorità, la conclusione della consultazione sulle CDN (Content Delivery Network) e l'assegnazione delle frequenze nella banda 26 GHz bassa.
Spoofing, disabilità e tutela dei consumatori
Un altro intervento rilevante ha riguardato il contrasto allo spoofing, la contraffazione del numero chiamante al fine di impedire l’identificazione corretta dell'origine della chiamata. Grazie a nuove misure tecniche per bloccare le chiamate dall'estero che mostrano illecitamente un numero italiano, il fenomeno risulta oggi più circoscritto, con le segnalazioni residue concentrate su chiamate originate sul territorio nazionale e quindi più facilmente tracciabili. Il sistema di risoluzione extragiudiziale delle controversie tra operatori e utenti, gestito attraverso i Corecom e la piattaforma ConciliaWeb, continua a essere un pilastro della tutela dei consumatori e nel 2025 ha ricevuto oltre 60mila istanze, in crescita del 7% rispetto al 2024, generando rimborsi e indennizzi per circa 4,8 milioni di euro nel solo settore delle telecomunicazioni. Per quanto riguarda la tutela degli utenti con disabilità visive, uditive e motorie gravi, le agevolazioni previste sono state applicate a 42mila utenze di rete fissa e 31mila di rete mobile.
Servizi postali: Poste Italiane fino al 2036, ma la posta prioritaria esce dal servizio universale
Il settore postale continua a mostrare una netta divaricazione tra corrispondenza in crisi strutturale e pacchi in espansione, con un peso sul PIL sceso allo 0,39% nel 2025. La legge di bilancio 2026 ha rinnovato l'affidamento del servizio universale a Poste Italiane fino al 31 dicembre 2036, modificandone però modalità di erogazione e regime sanzionatorio: dal 1° maggio 2026 la posta prioritaria è uscita dal perimetro del servizio universale, mentre è stato abrogato il fondo di compensazione alimentato dagli operatori. Le novità sono confluite nel contratto di programma 2026-2031 tra il Ministero delle Imprese e Poste Italiane, sul quale AGCOM ha espresso parere favorevole, chiedendo di preservare capillarità e continuità della rete degli uffici.
Media: la televisione resta il gigante, ma l'editoria cartacea crolla
Il quadro economico dei media registra nel 2025 una lieve flessione, con ricavi complessivi poco sopra i 12 miliardi di euro (-0,6%). La televisione continua a raccogliere il 74,1% delle risorse del settore, con ricavi in crescita a 8,9 miliardi di euro, e i primi tre operatori, RAI (26,6%), Comcast Sky (22%) e Fininvest Mediaset (18,5%), controllano ancora il 67% del mercato, pur dovendo fare i conti con la crescita delle piattaforme globali come Netflix, Amazon e Disney+, che pesano ormai per il 23% del totale. La pubblicità online, con 7 miliardi di euro e una crescita del 12,2%, amplia il distacco dalla raccolta pubblicitaria sui mezzi tradizionali, ferma a circa 5 miliardi. La nota più dolente arriva dall'editoria quotidiana: nel 2025 la diffusione delle copie cartacee è crollata a 1,2 milioni di unità giornaliere (pari a quasi un decimo rispetto alle vendite ad inizio del secolo) con un calo del 9,3% sull'anno precedente e un peso dei fondi pubblici salito a quasi il 10% del comparto. Su questo fronte assume particolare rilievo la sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea del 12 maggio scorso in materia di equo compenso, che ha confermato la compatibilità della normativa italiana con il diritto UE: non solo il diritto degli editori a un'equa remunerazione per l'utilizzo online dei contenuti giornalistici, determinata in caso di disaccordo da un’autorità indipendente come AGCOM, ma anche l'obbligo per le piattaforme di avviare trattative con gli editori senza limitarne la visibilità durante le negoziazioni.
Audiovisivo, prominence e linee guida sugli influencer
Mentre nel settore audiovisivo è in corso la revisione della direttiva SMAV con l’obiettivo di aggiornare le regole al nuovo contesto digitale, AGCOM ha adottato nuove linee guida sulla prominence dei servizi audiovisivi e radiofonici, uno strumento pensato per garantire visibilità ai contenuti di interesse generale. Aggiornate anche le linee guida sugli influencer, con un codice di condotta specifico introdotto nel luglio 2025 e una vigilanza che nel 2026 si concentrerà su settori sensibili come gioco d'azzardo, tabacco e prodotti sanitari. In assenza di una riforma organica della disciplina della par condicio, più volte sollecitata dall'Autorità, AGCOM ha continuato ad applicare criteri di monitoraggio innovativi anche durante la recente campagna referendaria, basati non solo sul tempo di parola ma sulla visibilità effettiva dei soggetti politici. In considerazione della centralità dei temi legati alla correttezza dell'informazione giudiziaria, alla presunzione di innocenza e alla dignità delle persone coinvolte nei procedimenti, è stato inoltre ricostituito il Comitato per l'applicazione del codice di autoregolamentazione sulla rappresentazione delle vicende giudiziarie in tv, con l'obiettivo di aggiornare il codice risalente al 2009, estendendo i principi anche ai nuovi soggetti dell'informazione online. Nella corso della prima riunione è stata nominata Presidente la dottoressa Margherita Cassano, già Presidente della Corte Suprema di Cassazione.
Piattaforme online e Digital Services Act: reclami, tutela dei minori e pirateria
Come coordinatore nazionale dei servizi digitali ai sensi del Digital Services Act, nel 2025 AGCOM ha ricevuto 170 reclami relativi a violazioni del DSA, tutti riguardanti piattaforme con sede fuori dall'Italia, un dato che secondo Lasorella evidenzia l'ancora limitata efficacia del meccanismo di segnalazione, che in pochi casi ha evidenziato esiti significativi. In attuazione dell'articolo 28 del DSA, è stata segnalata l'attività di test e sperimentazione dell'applicazione europea dell'age verification, la cui piena operatività è prevista entro la fine dell'anno. Parallelamente, l'Autorità ha definito le modalità tecniche per l'accertamento della maggiore età da parte di piattaforme di video sharing e siti web per impedire l’accesso a contenuti pornografici da parte dei minori, in attuazione del Decreto legge 15 settembre 2023 n. 123. Le sentenze del TAR Lazio del 7 aprile 2026 hanno confermato la legittimità dell'intervento regolatorio anche verso soggetti stabiliti in altri Stati membri.
Per quanto riguarda la lotta alla pirateria, la piattaforma Piracy Shield è stata estesa a tutti i contenuti audiovisivi in diretta, non più solo sportivi: nel periodo di riferimento sono stati adottati 30 ordini cautelari, bloccati 50.990 FQDN e 6.657 indirizzi IP che diffondevano illecitamente eventi trasmessi in diretta. In merito a queste tematiche assume particolare rilievo la sanzione di 14,2 milioni di euro erogata a Cloudflare Inc. Tra le collaborazioni avviate, quella con Google per la segnalazione di illeciti tramite il punto di contatto di ESEI, con confronti in corso anche con Bing di Microsoft e con i fornitori di servizi VPN; i soggetti accreditati alla piattaforma sono complessivamente 359.
Struttura organizzativa, finanziamento e collaborazioni istituzionali
Sul piano organizzativo, il 2025 è stato un anno di sostanziale continuità per l'Autorità, con l'assunzione dei vincitori delle procedure di concorso avviate nel 2024 per personale specializzato in ambito giuridico, economico, tecnico, sociologico, amministrativo e informatico. In relazione al finanziamento, la legge di bilancio 2026 ha introdotto un nuovo regime di contribuzione a carico dei soggetti vigilati, che sostituisce il sistema precedente confermandone la natura tributaria: un modello unitario e uniforme per tutti i settori di competenza dell'Autorità, che supera il previgente finanziamento misto e recepisce l'evoluzione giurisprudenziale anche riguardo agli operatori non stabiliti in Italia. Nel gennaio 2026 è stata inoltre rinnovata la composizione del CNU, il Consiglio Nazionale degli Utenti, organo ausiliario previsto dalla legge istitutiva dell’Autorità, che nel corso del 2025 ha consolidato il proprio ruolo consultivo e propositivo in raccordo con gli altri soggetti istituzionali. Sul piano delle collaborazioni, è proseguito il lavoro con la Polizia Postale e con la Guardia di Finanza, in particolare su tutela del diritto d'autore online, contrasto al live streaming illegale e al secondary ticketing. Contestualmente si sono rafforzati i rapporti con il mondo accademico attraverso nuove convenzioni con la Sapienza Università di Roma, la LUISS e il rinnovo della collaborazione con l'Istituto Universitario Europeo di Fiesole. L'Autorità ha inoltre proseguito il dialogo istituzionale con Parlamento, Governo, le altre autorità indipendenti e la magistratura.
La crisi della Vigilanza Rai e l'intelligenza artificiale nel giornalismo
Lasorella ha espresso preoccupazione per l'attuale fase di crisi della Commissione parlamentare di vigilanza sui servizi radiotelevisivi, definita interlocutore essenziale dell'Autorità soprattutto sul fronte della par condicio, auspicando una ricomposizione del dialogo politico-istituzionale. Le conclusioni della relazione sono state dedicate al rapporto tra intelligenza artificiale e informazione, richiamando le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 14 aprile scorso in occasione di un incontro con studenti delle scuole di giornalismo sul tema della verità e sulla necessità di una regolamentazione strutturata. Su richiesta della Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG), l'Autorità ha inviato alla Commissione Europea una segnalazione ai sensi dell'articolo 65 del Digital Services Act, sollevando il tema dell'utilizzo di contenuti giornalistici da parte di strumenti di sintesi basati su intelligenza artificiale generativa senza adeguato consenso, un'iniziativa analoga a quella assunta in Germania dal Digital Services Coordinator tedesco. Su questi temi l'Autorità ha istituito un tavolo di consultazione tra piattaforme ed editori, la cui prima riunione, ha annunciato Lasorella, avrà luogo il 15 luglio 2026.
