Istituzioni, imprese e startup discutono di transizione energetica, intelligenza artificiale e cybersicurezza con ANGI.
Il 3 luglio, presso la sala ISMA del Senato della Repubblica, si è svolto il congresso “The Energy Evolution – Tecnologie, Infrastrutture e Strategie per il Futuro dell’Energia e della Mobilità”, organizzato dall’Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI) insieme alla Senatrice Silvia Fregolent, Vicepresidente della 9ª Commissione permanente del Senato. L’evento ha riunito istituzioni, imprese, professionisti ed esperti del settore, con l’obiettivo di creare uno spazio di dialogo costruttivo su tecnologie emergenti, infrastrutture innovative e strategie per favorire uno sviluppo sostenibile e competitivo del sistema energetico nazionale.
Contesto: l’evoluzione del panorama energetico italiano ed europeo
Ad aprire i lavori la Senatrice Silvia Fregolent, Vicepresidente della 9ª Commissione permanente del Senato, che ha sottolineato la necessità di coniugare lo sviluppo della transizione energetica con le esigenze dell’industria, automotive in testa. La senatrice, intervenuta tramite videomessaggio, ha sostenuto l’urgenza da parte dell’Italia di puntare ad un mix energetico maturo, comprensivo del nucleare, per non restare indietro rispetto alla concorrenza internazionale, in particolare quella cinese e statunitense.
I tre postulati su cui l'Unione Europea si era comodamente adagiata (difesa garantita dagli Stati Uniti, energia a basso costo dalla Russia, manifattura delocalizzata in Cina) sono saltati con pandemia e guerra in Ucraina, obbligando il continente a ripensarsi. Lo ha spiegato Fabrizio Spada, responsabile relazioni istituzionali del Parlamento Europeo in Italia, secondo cui la competizione oggi si gioca sul piano dell'innovazione tecnologica più che su quello commerciale. L'Europa possiede ricerca pura di livello, come dimostrato dal programma Horizon, ma fatica a tradurla in innovazione industriale concreta, restando dipendente dalle infrastrutture tecnologiche, a partire dai data center, controllate da multinazionali americane.
Tra le priorità indicate da Spada, una riforma dei trattati che trasferisca all'Unione competenze oggi riservate ai singoli Stati, e l'unificazione delle borse europee, oggi frammentate tra Parigi, Francoforte e Milano, per convogliare capitali verso le aziende del continente invece che verso Wall Street, dove è concentrato il 65% degli investimenti mondiali contro il 9-10% europeo.
Sul concetto di autonomia strategica è tornato Francesco Tufarelli, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha ribadito come essa non coincida con la sola politica di difesa. Tufarelli ha richiamato la centralità della tutela delle infrastrutture critiche, sia energetiche, che di rete e trasmissione, e ha difeso la scelta dell'allargamento dell'Unione Europea di venticinque anni fa, sostenendo che senza quei dieci nuovi Stati membri lo scenario geopolitico attuale, a partire dalla guerra in Ucraina, sarebbe stato molto diverso.
Reti, trasporti e infrastrutture: le sfide e le prospettive della transizione
Ventidue miliardi di euro nel prossimo triennio, distribuiti tra produzione, rete di distribuzione e vendita di energia: è il piano di investimenti di Enel illustrato da Veronica Jorio, responsabile affari istituzionali per il Centro Italia, che ha descritto una rete di distribuzione nazionale di oltre 1,29 milioni di chilometri alle prese con la sfida di garantire potenza disponibile in un contesto di crescente elettrificazione, tra mobilità elettrica (24mila punti di ricarica sul territorio) e nuovi data center energivori.
Sul fronte aeroportuale, Gennaro Giovanni, Head of Innovation di Aeroporti di Roma, ha raccontato il percorso di trasformazione digitale avviato nel 2021, con 45 progetti pilota tra intelligenza artificiale, machine learning e robotica per gestire l’aumento del flusso di passeggeri a fronte di un'infrastruttura di dimensioni invariate. Tra i risultati, l'impianto fotovoltaico più grande d'Europa all'interno di un sedime aeroportuale, realizzato con Enel, e un assistente virtuale attivo da un anno e mezzo per l'informazione ai passeggeri.
A prendere la parola è stato poi Domenico De Rosa, Ceo of Smet Group, che ha ricordato il fallimento di una precedente sperimentazione sui camion elettrici e ha chiesto tempi realistici per la transizione del settore, sostenendo la necessità di lasciare al mercato la scelta tra le diverse tecnologie (biometano, biodiesel, idrogeno) senza imposizioni premature.
Il settore dei trasporti assorbe il 31% dell'energia consumata in Europa ed è ancora dipendente per il 90% dai combustibili fossili: un dato richiamato da Carla Mengale, ricercatrice del Laboratorio Mobilità Sostenibile di Enea, secondo cui non esiste un'unica tecnologia vincente ma un mix di elettrico a batteria per l'ambito urbano, carburanti sintetici e biocarburanti nel breve periodo, e di idrogeno verde come prospettiva di medio-lungo termine per il trasporto pesante, dove le attuali batterie non garantiscono l'autonomia necessaria. Enea ha ottenuto 78 milioni di euro di fondi PNRR per lavorare sull'intera catena del valore dell'idrogeno ed è impegnata nella costruzione di un hub sperimentale, l'Hydrogen Demovalley, presso il centro di ricerche Casaccia.
Per quanto riguarda i capitali, Claudio Bonomi Savignon di Cassa Depositi e Prestiti ha citato il caso della Norvegia, dove le nuove immatricolazioni sono elettriche al 96%. Un esempio di come politiche coerenti nel lungo periodo possano cambiare i comportamenti. Per il triennio 2025-2027, CDP prevede di mobilitare 80 miliardi di risorse proprie nella mobilità, con un effetto leva fino a 170 miliardi complessivi, secondo un modello che valuta rischio, rendimento e impatto degli investimenti.
IA: impatto sul mercato energetico, gestione dei dati, ottimizzazione dei processi
Vittorio Piccinini, Technical Director di Lutech, ha invece illustrato le applicazioni dell'intelligenza artificiale e del digital twin nella gestione delle infrastrutture energetiche, dalla rete gas nazionale, fino ai virtual power plant, sottolineando il ruolo della co-innovazione con università, startup e centri di ricerca come leva per far crescere le competenze italiane nel settore.
Il monitoraggio delle grandi infrastrutture attraverso l'analisi d'immagini e tecnologie di intelligenza artificiale "parsimoniose", pensate per operare sulla periferia della rete anche in assenza di connettività: è il campo di lavoro di Paola Allamano, Ceo & Co Founder di Waterview, spin-off del Politecnico di Torino, che spazia dal controllo delle perdite nel teleriscaldamento ai controlli sulle grandi infrastrutture idroelettriche.
Lorenzo Di Berardino, Ceo & Co Founder di APIO, ha invece descritto la sfida dell'osservabilità sulla bassa tensione, resa necessaria dal passaggio da un sistema elettrico centralizzato a uno distribuito fatto di prosumer, sostenendo che gli ostacoli principali alla diffusione di queste tecnologie non siano più tecnologici ma di “change management”.
Michele Compare, Ceo & Co Founder di Aramix, ha aggiunto che il vero fattore abilitante per l'adozione dell'AI nel settore energetico è la fiducia verso modelli spesso percepiti come poco spiegabili, soprattutto quando le decisioni algoritmiche possono avere impatti sulla sicurezza degli impianti.
Verso una transizione sicura: cybersicurezza e formazione
Nel corso dell’incontro, è intervenuto anche Giuseppe Alverone, generale dell'Arma dei Carabinieri e DPO dell'Arma, ricordando come i dati possano essere un’immensa risorsa e al contempo rappresentare un grande rischio. Richiamando la direttiva NIS2, che ha contribuito a ridisegnare le responsabilità in materia di cybersicurezza e casi reali come l'attacco ransomware alla Colonial Pipeline nel 2021, ha ribadito quanto la protezione dei dati sia a tutti gli effetti una questione di sicurezza nazionale. Alverone ha inoltre invocato il principio della privacy by design, che va studiata e sviluppata di pari passo alla progettazione delle reti intelligenti.
Sul fronte dell'identità digitale, il professor Gianluca Duretto, dell'Università degli Studi Internazionali di Roma, ha collegato la diffusione dell'IT Wallet, oggi utilizzato da 20 milioni di italiani, e del futuro EUDI Wallet europeo, obbligatorio entro il 2027, alla possibilità di razionalizzare i servizi energetici e di trasporto per i cittadini, sottolineando però il ritardo dell'Italia negli investimenti sull'intelligenza artificiale rispetto a Francia e Stati Uniti.
Un divario tra infrastrutture fisiche e velocità della tecnologia è stato il filo conduttore dell'intervento di William Nonnis, della struttura di missione PNRR presso la Presidenza del Consiglio, che ha citato il dato di oltre 2.650 data breach nella pubblica amministrazione segnalati dal Garante della Privacy come prova della fragilità dei sistemi attuali. Norris ha invitato a considerare l'intelligenza artificiale come un'estensione cognitiva piuttosto che una minaccia occupazionale, richiamando anche la necessità di puntare su un’integrazione sempre più massiccia, a cominciare dalle scuole e dal settore formazione.
Energia, infrastrutture e la necessità di scelte stabili nel tempo
A chiudere i lavori è stato l'Onorevole Luciano Nobili, presidente della Commissione Speciale PNRR e Grandi Eventi del Consiglio Regionale del Lazio, che ha inquadrato il tema energetico all'interno di quello che ha definito un “trilemma” tra transizione ecologica, sicurezza degli approvvigionamenti e sostenibilità economica per famiglie e imprese. Nobili ha ricordato come l'Italia abbia perso posizioni di leadership industriale in settori come l'acciaio e il cemento nel percorso di decarbonizzazione europea, indicando nel quantum computing una possibile direttrice di sviluppo futuro. L’Onorevole ha definito il dato relativo ai 121mila giovani italiani emigrati nell'ultimo anno, raddoppiato nel giro di un decennio, come uno dei rischi maggiori per il Paese.
Sul PNRR, un bilancio a luci e ombre: strumento utile ma spesso usato, a suo dire, più come sostegno ai dati di sviluppo che come reale leva riformatrice, con rimodulazioni e tempi ristretti che hanno inciso sulla capacità di realizzare interventi infrastrutturali decisivi. La chiusura è stata affidata a un appello alla stabilità delle scelte politiche sui grandi temi energetici, indipendentemente dal susseguirsi dei governi, come condizione necessaria per programmare investimenti che dispiegano i propri effetti nell'arco di dieci o vent'anni.
