Il 1° luglio si è svolto a Roma, presso la Camera dei deputati, l’evento “Digitale per crescere”, nel corso del quale è stato presentato il Rapporto “Il digitale in Italia 2026”, giunto alla sua 57ª edizione.
Lo studio ha evidenziato i progressi e le sfide affrontate dal nostro Paese nel contesto dei nuovi scenari globali del digitale e del loro impatto sull’economia. Il ruolo dell’Intelligenza Artificiale è stato analizzato a diversi livelli: dalle possibili conseguenze sul mercato del lavoro ai cambiamenti indotti nei settori industriali.
Un tavolo istituzionale tra governo, parlamento e autorità
L'incontro, promosso da Anitec-Assinform, è stato moderato da Andrea Ducci, che ha guidato il confronto tra i relatori. Tra i partecipanti, rappresentanti delle istituzioni e delle Autorità indipendenti: l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), il Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica (COPASIR), l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), la Commissione Attività Produttive della Camera, la Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica e l'Agenzia per l'Italia Digitale (AGID), oltre a un videomessaggio della Vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna.
NIS2: il percorso per responsabilizzare le imprese e la pubblica amministrazione
Un iter composto da quattro fasi: osservazione, orientamento, decisione e azione, ha guidato l'accompagnamento di imprese e pubbliche amministrazioni verso gli adempimenti previsti dalla direttiva NIS2. Sono state innanzitutto studiate le misure già adottate dai soggetti rientranti nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, per poi orientare il resto del mercato attraverso linee guida e FAQ pubblicate online, garantendo proporzionalità e gradualità nell'applicazione della normativa. A illustrarlo è stata Milena Rizzi, Prefetto capo servizio autorità e sanzioni dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), nel primo intervento della giornata.
COPASIR: "Ogni giorno un attacco a un'azienda o a un'istituzione italiana"
L'Italia è stata tra i primi Paesi europei a recepire la NIS2, ma questo non significa poter abbassare la guardia: ogni giorno un attacco proveniente da uno Stato straniero colpisce un'azienda o un'istituzione italiana. "Siamo un Paese che sta lavorando bene nel settore del digitale e nella protezione del digitale. Questo non vuol dire che dobbiamo stare tranquilli", ha dichiarato Ettore Rosato, segretario del Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica (COPASIR), intervenuto per offrire una fotografia dello stato di sicurezza del Paese.
Il percorso di adozione delle misure di cybersicurezza è stato paragonato a quello della sicurezza sul lavoro, ormai un obbligo consolidato per ogni impresa: da qui la necessità di una maggiore consapevolezza diffusa, specialmente riguardo al rischio di scarsa alfabetizzazione digitale in un Paese anziano come l'Italia. Nel corso del suo intervento, Rosato ha sottolineato l'esigenza di costruire una filiera nazionale della cybersicurezza, anche attraverso una revisione critica degli appalti pubblici.
Infine, Rosato ha posto l’accento sulla necessità di regolamentare e incentivare l’utilizzo dell’IA come strumento di lavoro. Secondo i dati riportati, solo il 16,4% delle imprese italiane sopra i 10 dipendenti utilizza oggi strumenti di intelligenza artificiale, contro una media europea superiore al 20%: un divario che, secondo Rosato, richiede un intervento su formazione e protezione del mercato del lavoro entro un orizzonte di 3-4 anni.
Regole trasversali per un ecosistema digitale che cambia
Settori un tempo separati come media tradizionali, servizi digitali e telecomunicazioni stanno confluendo in un unico ecosistema digitale, ridisegnato in profondità dall'innovazione tecnologica. Per l'Autorità competente questo comporta la necessità di trasformare regole settoriali in regole trasversali e proporzionate, capaci di generare fiducia senza frenare l'innovazione: lo ha spiegato Laura Aria, commissaria Commissaria Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM).
Tra gli esempi citati, la misurazione cross-mediale dei dati pubblicitari, basata su neutralità tecnologica e comparabilità tra sistemi diversi, e la tutela del diritto degli utenti ad accedere liberamente ai contenuti. L'intervento regolatorio, ha precisato Aria, scatta solo in caso di squilibri o concentrazioni eccessive di valore in pochi soggetti tecnologici, attraverso strumenti come l'equo compenso e il contrasto alla pirateria digitale.
Energia, incentivi e rischio di esclusione sociale
Il costo dell'energia resta un'emergenza per l'industria italiana, strettamente legata ai programmi di incentivazione come Transizione 5.0, che favoriscono investimenti digitali abilitanti anche per l'efficientamento energetico. Il tema è stato affrontato da Alberto Gusmeroli, Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera dei deputati, che ha ricordato il lavoro della Commissione sull'indagine conoscitiva alla base della legge italiana sull'intelligenza artificiale.
Le piccole e medie imprese che adottano strumenti di IA ottengono un vantaggio competitivo significativo, mentre tra le grandi imprese l'adozione ha già raggiunto due terzi del campione: è quanto emerso dall'indagine conoscitiva citata da Gusmeroli, che ha però richiamato l'attenzione sul rischio di esclusione sociale legato alla trasformazione digitale.
I decreti attuativi sull'intelligenza artificiale e il ruolo della formazione
Nel corso del suo intervento, Renato Loiero, consigliere per le politiche di bilancio del Presidente del Consiglio dei Ministri, ha illustrato i contenuti dei decreti attuativi sull'intelligenza artificiale, con particolare attenzione al capitolo dedicato a lavoro e formazione. "Le evidenze più recenti mostrano che non si sta verificando uno shock occupazionale improvviso, ma una trasformazione graduale, caratterizzata dalla sostituzione delle attività più ripetitive, dalla crescita dei ruoli analitici e tecnici e da una profonda ridefinizione delle competenze richieste", ha ricordato. L’obiettivo è ridurre le disuguaglianze territoriali, la carenza di competenze digitali, le asimmetrie sociali, puntando soprattutto dalla formazione.
Loiero ha sottolineato la filosofia antropocentrica alla base del decreto: la tecnologia deve restare uno strumento al servizio della persona, e la scuola è individuata come il luogo in cui si forma la capacità di governare l'intelligenza artificiale, attraverso l'educazione civica, la cittadinanza digitale e il potenziamento delle discipline STEAM.
Deepfake, AI agentiche e frodi finanziarie tra le minacce emergenti
AI agentiche, deepfake e frodi finanziarie condotte attraverso tecniche di phishing sempre più sofisticate: sono queste le principali minacce emergenti legate all'uso malevolo dell'intelligenza artificiale, secondo la panoramica offerta da Santo Mirabelli, direttore della quinta divisione del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica. Tra i fenomeni in crescita, anche la manipolazione di immagini per finalità illecite.
Mirabelli ha inoltre illustrato il potenziamento infrastrutturale realizzato grazie ai fondi del PNRR, che ha permesso di attivare 18 laboratori di intelligenza artificiale distribuiti sull'intero territorio nazionale, un modello descritto come unico in Europa per capillarità, accanto a un'intensa attività di prevenzione nelle scuole e presso cittadini e imprese. “L'unica arma che oggi effettivamente ci consente in un qualche modo di ridurre la minaccia proveniente dalle AI è quella di informare i cittadini, le imprese e le pubbliche amministrazioni”, ha dichiarato Mirabelli.
"Aggregazione e coraggio": le regole per un’Italia digitale
Mario Nobile, direttore generale dell'Agenzia per l'Italia Digitale, ha sintetizzato in due parole le condizioni necessarie per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale in Italia: aggregazione e coraggio. "Un piccolo Comune non può erogare servizi di IA generativa da solo, la scala è regionale almeno", ha spiegato Nobile, sottolineando l’importanza del nuovo modello a 5 livelli sui cui si basa la filiera dell’IA: energia, semiconduttori, data center, modelli e applicazioni.
Nobile ha segnalato anche come l'Italia disponga oggi di circa mezzo gigawatt di data center installati, una capacità che ritiene insufficiente rispetto alla domanda crescente di calcolo, e che per questo deve invitare il Paese ad investire con coraggio nel partenariato pubblico-privato e nelle infrastrutture digitali.
Il messaggio dal Parlamento Europeo
L'evento si è concluso con un videomessaggio della Vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna, che segue da vicino i temi della trasformazione digitale e della cybersicurezza a livello europeo. "La sovranità digitale si costruisce e poggia su due pilastri: il primo è la capacità industriale, quindi infrastrutture, investimenti e talento; il secondo è la capacità di proteggere ciò che costruiamo", ha dichiarato Sberna, apprezzamento per il Digital Omnibus, l'iniziativa europea volta a semplificare il quadro normativo, incluso l'AI Act.
