La presentazione dell’Intergruppo parlamentare dei donatori di sangue, promossa dal senatore Sandro Sisler, porta nelle istituzioni un tema centrale per la sanità pubblica. Al centro del confronto il modello italiano della donazione volontaria, gratuita, anonima e non remunerata, insieme alla necessità di rafforzare l’autosufficienza nazionale di sangue, plasma e medicinali plasmaderivati.
La donazione di sangue e plasma rappresenta una delle forme più concrete di solidarietà civile: un gesto volontario, gratuito e anonimo che contribuisce ogni giorno a salvare vite, a garantire continuità alle cure e a sostenere il Servizio sanitario nazionale. Da questa consapevolezza nasce la conferenza stampa per la presentazione dell'Intergruppo parlamentare donatori di sangue, promossa su iniziativa del senatore Sandro Sisler. L'incontro ha visto la partecipazione del Presidente del Senato Ignazio La Russa, l’onorevole Luca Pastorino, la senatrice Elena Murelli, il senatore Gaetano Nastri, il presidente nazionale di AVIS Oscar Bianchi, la professoressa Luciana Teofili, direttrice generale del Centro Nazionale Sangue, il già deputato Gianni Mancuso, l’onorevole Alberto Pandolfo e l’ex sottosegretario alla Salute Andrea Costa.
Un nuovo spazio parlamentare per il dono
La nascita dell’Intergruppo parlamentare dei donatori di sangue segna l’avvio di uno strumento stabile di confronto tra Camera e Senato su un tema che incide direttamente sulla sicurezza delle cure, sulla capacità organizzativa del sistema sanitario e sulla responsabilità civica del Paese. L’iniziativa, promossa dal senatore Sandro Sisler, non si presenta come un semplice contenitore politico, ma come un luogo di lavoro destinato a raccordare Parlamento, Governo, sistema trasfusionale, comunità scientifica e associazioni del dono.
Ad aprire i lavori è stato lo stesso Sisler, che ha ringraziato i vicepresidenti dell’Intergruppo, l’onorevole Luca Pastorino e la senatrice Elena Murelli, insieme al senatore Gaetano Nastri, sottolineando come l’adesione al progetto testimoni la capacità della donazione di sangue e plasma di unire sensibilità e appartenenze politiche diverse. Il punto di partenza è la salute pubblica, ma il campo è più ampio: il dono riguarda la solidarietà, la legalità, la partecipazione dei cittadini e la tenuta di un modello che in Italia ha una storia radicata.
Sisler ha richiamato il lavoro svolto negli anni dal già deputato Gianni Mancuso, che ha contribuito a mantenere alta l’attenzione delle istituzioni sulle donazioni di sangue, anche attraverso iniziative di raccolta promosse alla Camera dei deputati insieme ad AVIS Roma. La nuova struttura parlamentare intende raccogliere quel percorso e dargli continuità, affinché le iniziative non restino isolate, ma diventino parte di un metodo istituzionale stabile.
Per questo, la nascita dell’Intergruppo rappresenta “un fatto di sostanza prima ancora che di forma”, l’obiettivo è sostenere e valorizzare la donazione di sangue e plasma attraverso audizioni, incontri istituzionali, approfondimenti, dossier e proposte parlamentari, garantendo un raccordo costante con chi ogni giorno opera nel sistema trasfusionale.
Il Presidente del Senato Ignazio La Russa ha partecipato alla conferenza stampa, sottolineando il valore umano della donazione e ricordando come la disponibilità di sangue possa incidere direttamente sulla vita delle persone, sulle cure e, nei casi più gravi, sulla sopravvivenza. Ha osservato che anche al di là dell'emergenza immediata, la disponibilità a donare contribuisce a costruire una comunità più attenta e responsabile, e ha affermato che «la sola adesione al vostro progetto è già un aiuto per un mondo migliore».
Autosufficienza nazionale: una priorità per il sistema sanitario
Sisler ha collocato l'autosufficienza nazionale di sangue, plasma e medicinali plasmaderivati tra le priorità strategiche del Paese, sottolineando come questa non riguardi soltanto l'organizzazione delle raccolte ma incida sulla capacità di garantire terapie essenziali, spesso salvavita, senza dipendere in misura eccessiva dai mercati internazionali. La sicurezza delle cure dipende dalla disponibilità costante di emocomponenti e prodotti derivati, poiché molti percorsi terapeutici richiedono approvvigionamenti continui e programmati, e rafforzare la raccolta significa sostenere direttamente pazienti, ospedali e professionisti sanitari.
Il Centro Nazionale Sangue è stato indicato come punto di riferimento per l'indirizzo, il coordinamento e la programmazione del sistema trasfusionale italiano. Le associazioni e le federazioni dei donatori svolgono una funzione quotidiana e capillare, promuovendo il dono, organizzando la chiamata dei donatori e contribuendo alla tenuta complessiva del sistema.
La donazione deve continuare ad essere trasmessa come espressione di cittadinanza attiva, affinché il ricambio dei donatori accompagni l'evoluzione dei bisogni sanitari. Innovazione, digitalizzazione e semplificazione amministrativa sono stati richiamati come strumenti per avvicinare i cittadini, rendere più efficienti le procedure e sostenere la raccolta associativa.
Il modello italiano della donazione, fondato su volontarietà, gratuità, anonimato, periodicità e non remunerazione, è stato descritto come una garanzia di trasparenza e tutela dell'interesse pubblico, poiché tiene sangue e plasma al riparo da logiche speculative. La donazione non remunerata protegge il sistema sanitario impedendo che una risorsa vitale venga trattata come merce, e AVIS con il sistema associativo garantiscono correttezza e trasparenza anche per quanto riguarda la tutela dei dati dei donatori, trattati in forma anonima nel rispetto dei principi che caratterizzano questo assetto.
Luciana Teofili ha ricordato come il nuovo regolamento europeo sulle sostanze di origine umana coinvolga direttamente il mondo del sangue, sottolineando come il modello italiano venga seguito con attenzione proprio perché fondato su donazione non remunerata, solidaristica e anonima. Ha indicato nella presenza attiva nel dibattito europeo una condizione necessaria affinché l'esperienza italiana continui a rappresentare un punto di riferimento.
Camera e Senato insieme: il contributo di Murelli e Pastorino
La senatrice Elena Murelli, collegata da remoto, ha sottolineato l'importanza del coordinamento istituzionale tra Camera e Senato e ha richiamato il valore della donazione come gesto libero, gratuito e consapevole, capace di salvare vite e di rappresentare una forma concreta di cittadinanza attiva.
Ha ricordato l'impegno per inserire un riferimento esplicito all'autosufficienza nazionale di plasma nel percorso della legislazione farmaceutica, indicando tale obiettivo come un segnale programmatico a sostegno della raccolta associativa, della programmazione nazionale e della sicurezza degli approvvigionamenti, affinché la donazione non sia affidata soltanto alla sensibilità sociale ma entri in un disegno normativo capace di rafforzare l'intero sistema.
L'onorevole Luca Pastorino ha richiamato il valore dell'esempio dato dalle istituzioni, ricordando come le raccolte di sangue promosse negli anni alla Camera abbiano rappresentato un modo concreto per avvicinare la politica ai cittadini e per mostrare che il Parlamento può essere anche luogo di testimonianza civica. Con la nascita dell'Intergruppo, quel lavoro potrà assumere una forma più strutturata e riconoscibile, estendendo la capacità di raggiungere le nuove generazioni con messaggi chiari e credibili, capaci di diffondere una cultura del dono anche tra chi non ha ancora maturato una sensibilità diretta sul tema.
AVIS verso il centenario: il dono come patrimonio civile
Oscar Bianchi, presidente nazionale di AVIS, ha inquadrato la nascita dell'Intergruppo nell'anno che precede il centenario dell'associazione, che sarà celebrato nel 2027, ricordando come AVIS sia nata in un contesto in cui la donazione non era ancora fondata sul modello gratuito e volontario che oggi caratterizza il sistema italiano. Ha distinto tra "donare" e "dare", sottolineando come il dono non sia una prestazione remunerata bensì una scelta libera, anonima e solidale, e come difendere il modello italiano significhi proteggere i donatori da qualsiasi tentativo di trasformare il loro gesto in fonte di profitto.
Ha richiamato il ruolo della rete associativa, con la sua presenza capillare sui territori, che consente ogni giorno l'incontro tra chi desidera donare e il sistema trasfusionale pubblico, e ha indicato l'importanza di strumenti capaci di rendere più semplice l'avvicinamento alla donazione, affinché chi manifesta disponibilità possa essere orientato e ricontattato dalla struttura associativa più vicina.
Sul fronte dell'autosufficienza nazionale di plasma e plasmaderivati, ha riconosciuto i progressi compiuti dall'Italia pur indicando il traguardo come non ancora pienamente raggiunto, sottolineando la necessità di investimenti adeguati, risorse dedicate al potenziamento della raccolta associativa e strumenti tariffari capaci di garantire equilibrio, qualità e sostenibilità al sistema trasfusionale.
La consegna di due labari AVIS, uno destinato alla Camera dei deputati e uno al Senato della Repubblica, ha chiuso il passaggio associativo della conferenza, a rappresentare il legame tra il mondo della donazione e le istituzioni.
La professoressa Luciana Teofili, direttrice generale del Centro Nazionale Sangue, ha collegato la nascita dell’Intergruppo a due elementi di rilievo: la vicinanza con la Giornata mondiale della donazione di sangue, celebrata il 14 giugno, e il nuovo quadro europeo sulle sostanze di origine umana. Entrambi i riferimenti rafforzano il significato dell’iniziativa, poiché collocano il tema della donazione dentro una dimensione nazionale ed europea.
Il sistema trasfusionale, ha osservato Teofili, è cambiato nel tempo ed è diventato più complesso, non riguarda soltanto la disponibilità di sangue per le emergenze, ma attraversa molte discipline mediche e rende possibili percorsi terapeutici avanzati. Dalle chemioterapie alle terapie cellulari, molte cure dipendono dal funzionamento delle strutture trasfusionali e dalla capacità del sistema di programmare, raccogliere, trattare e distribuire in sicurezza.
Per questo, la direttrice del Centro Nazionale Sangue ha auspicato che l’Intergruppo diventi un interlocutore stabile anche per il sistema tecnico-scientifico, attraverso il raccordo con AVIS e con le altre realtà associative. Il sistema trasfusionale, ha ricordato, “cura e permette le cure”: una formula che sintetizza il ruolo essenziale di una rete spesso poco visibile, ma decisiva per la medicina contemporanea.
Una responsabilità collettiva da trasformare in politica pubblica
La presentazione dell'Intergruppo parlamentare dei donatori di sangue ha consegnato alle istituzioni uno strumento di lavoro su un tema che richiede continuità, competenza e capacità di coordinamento. La donazione di sangue e plasma riguarda la vita dei pazienti, la sicurezza del Servizio sanitario nazionale, la legalità del sistema e la qualità della partecipazione civica, e non può essere considerata un argomento marginale nell'agenda parlamentare.
L'Intergruppo nasce per dare rappresentanza istituzionale a un patrimonio costruito ogni giorno da donatori, volontari, associazioni, operatori sanitari e istituzioni. Il suo compito sarà tradurre quella disponibilità diffusa in proposte, norme e strumenti capaci di rafforzare un sistema che, per continuare a funzionare, ha bisogno di programmazione, risorse, innovazione e coinvolgimento delle nuove generazioni.
