Il paradigma One Health è oggi riconosciuto dai più importanti organismi internazionali e nazionali – tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la FAO, l’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale e il
Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente – come una priorità strategica per il futuro dell’umanità. Esso si fonda sulla consapevolezza oramai consolidata che la sopravvivenza e la qualità della vita delle società umane, la salute degli animali e l’integrità degli ecosistemi sono profondamente interconnessi e
interdipendenti.
In un’epoca segnata dal riscaldamento climatico, dal degrado degli ecosistemi, dall’emergere di nuovi agenti infettivi, dall’aumento delle disuguaglianze sociali e da conflitti geopolitici sempre più aspri, il paradigma One Health si propone come chiave interpretativa e insieme come bussola etica. La salute del pianeta e quella delle comunità umane sono parte di un unico sistema complesso, nel quale ogni alterazione corre il rischio di produrre effetti a cascata su scala globale. L’organizzazione delle conoscenze, delle competenze e delle politiche in silos specialistici e separati determina una frammentazione disfunzionale alla comprensione e gestione di tali effetti.
Oggi assistiamo a un’intensificazione senza precedenti delle tensioni internazionali per l’accesso a nuovi
territori e per lo sfruttamento delle sempre più scarse risorse naturali, nel tentativo di garantire una crescita economica continua ai singoli Paesi. Tuttavia, la scienza e il buon senso ci ricordano che una crescita illimitata in un pianeta finito è impossibile. Con circa otto miliardi di persone che abitano e trasformano la Terra, e con modelli di sviluppo caratterizzati da profonde disuguaglianze economiche e sociali, diventa urgente ripensare le traiettorie del nostro progresso.
In questo contesto, One Health non può rimanere un ideale astratto. È necessario avviare una riflessione
condivisa sul suo significato più profondo, capace di tradursi in scelte culturali, politiche ed economiche
coerenti. Ciò implica, innanzitutto, acquisire consapevolezza sull’illusorietà dell’antropocentrismo come
declinato sinora per immaginare e costruire nuovi modelli di vita e di sviluppo che riconoscano e rispettino la dimensione ecologica – ovvero relazionale - della nostra esistenza e promuovano equità e solidarietà tra le generazioni e tra i popoli.
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