Una “seconda” Repubblica? A 25 anni dalle elezioni del 1994

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Da 27.03.2019 09:30 fino a 27.03.2019 18:00
L'evento si svolge presso Lumsa | Borgo S. Angelo, 13, Roma
Inserito da Amministrazione
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Mercoledì 27 marzo 2019
Ore 9.30 – 18.00
Università LUMSA – Aula Magna
Borgo Sant’Angelo, 13 - Roma

A 25 anni dalle elezioni del marzo 1994, che tennero a battesimo la cosiddetta “seconda Repubblica”, la Fondazione De Gasperi promuove in collaborazione con l’Università LUMSA un’importante giornata di riflessione sui grandi nodi che hanno segnato un tempo particolare della biografia politica repubblicana.
Il 27 marzo 2019 a Roma, presso l’Aula Magna dell’Ateneo, in Borgo Sant’Angelo 13, storici, politologi e testimoni diretti di quella stagione si confronteranno tentando di offrire risposta a numerosi quesiti. La giornata è articolata in due momenti. Al mattino, dopo i saluti iniziali del rettore dell’Università LUMSA, Francesco Bonini e del presidente della Fondazione De Gasperi, Angelino Alfano sono in programma due sessioni di lavoro  (Dopo l’Ottantanove e Il quadro istituzionale) che comprendono  sette contributi tematici di docenti di diverse sedi universitarie italiane.

Dopo la pausa i lavori riprenderanno con la III sessione (Scomposizione e ricomposizione del sistema politico)  che prevede 5 contributi. A seguire, dalle ore 16.30 la tavola rotonda conclusiva Cosa ne è della “seconda” Repubblica?, moderata dal giornalista Rai Bruno Vespa, nella quale si confronteranno Pier Ferdinando Casini, Pierluigi Castagnetti, Massimo D’Alema, Paolo Gentiloni, Ignazio La Russa e Roberto Maroni.

Quali furono le ragioni della genesi bipolare in Italia? Quali caratteri peculiari, in termini di culture politiche, piattaforme programmatiche, processi sociali e istituzionali, hanno contribuito all’irrobustimento di quella fase? E come se ne spiega il declino? Per quale motivo il passaggio dalla “democrazia consociativa” alla logica dell’alternanza nella guida del Paese non ha coinciso con un processo di ammodernamento dell’architettura istituzionale, quantomeno sul terreno del rafforzamento del principio di governabilità? E assumendo come bussola della discussione siffatto approccio, quali condizioni sono mancate al nostro Paese per imboccare il sentiero di una compiuta democrazia “decidente”? Infine, che rapporto è intercorso tra le difficoltà strutturali dell’Italia e il ruolo che essa ha ricoperto in questi anni nel contesto europeo? E quali snodi hanno inciso sul quadro delle relazioni transatlantiche, nel momento di passaggio dal vecchio al nuovo sistema politico-partitico?

La riflessione che il convegno ha in animo di promuovere muove dalla consapevolezza di quanto la stagione appena conclusasi abbia segnato in profondità le dinamiche del Paese.
Guardando alla realtà con le lenti quantomeno tripolari dell’oggi, si apre dunque la fase in cui è doveroso approfondire le vicende della “Repubblica bipolare” per cercare di darle piena collocazione nella storia italiana, pur sapendo che il lavoro degli studiosi è reso difficile dal fatto che debbono muoversi in un contesto segnato da forti passioni emotive e dalla perdurante mancanza di legittimazione tra gli schieramenti politici.    




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